L’Associazione Produttori Televisivi cambia nome e veste grafica per meglio rappresentare i cambiamenti e gli sviluppi in atto della filiera del sistema audiovisivo. Si chiamerà APA (Associazione Produttori Audiovisivi).

Il 1^ Rapporto sulla produzione audiovisiva nazionale, di cui è stato presentato un estratto, è stato realizzato da APA e sostenuto dalla Direzione Generale Cinema del Mibac e Istituto Luce Cinecittà, e si avvale del contributo di diversi istituti di ricerca (E-Media, Symbola, OFI, Geca Italia e Ce.R.T.A.).

“È la prima volta che il nostro settore esprime un’ampia ricerca che fornisca finalmente la reale dimensione dell’industria dell’audiovisivo nazionale” ha dichiarato il Presidente di APA Giancarlo Leone. “La ricerca dimostra l’ottimo stato di salute dell’intero comparto con alcuni significativi segnali di successo internazionale per il prodotto seriale”.

“Il valore dell’intera filiera della produzione italiana ha ormai raggiunto 1 miliardo di euro l’anno ed i comparti direttamente riferibili all’APA (fiction, intrattenimento, documentari, animazione) sono stimati per un valore annuo di oltre 700 milioni di euro. Le tendenze di mercato confermano la solidità dell’offerta televisiva generalista, lo sviluppo degli operatori SVOD e delle cosiddette piattaforme Over The Top (OTT), il successo sui mercati esteri della serialità italiana, un quadro normativo in evoluzione e più attento al prodotto audiovisivo ed in particolare alla produzione di fiction” ha aggiunto Leone.

“Il fenomeno più interessante è il netto incremento della presenza internazionale nei progetti dei produttori indipendenti italiani, l’arrivo di capitali esteri per la crescita delle imprese audiovisive ed il successo delle nostre produzioni all’estero, su tutte le piattaforme, segnali che dimostrano il virtuoso percorso industriale ed editoriale della produzione indipendente che è in netta crescita rispetto al passato” ha aggiunto Leone.

“Tra il 2015 e il 2017 i prodotti di serialità televisiva di respiro internazionale erano all’incirca una decina, mentre tra il 2018 e il 2020 sono previsti circa 25 titoli di coproduzioni internazionali e di potenziale rilevante presenza su tutti i mercati, con una crescita del 150% rispetto al triennio precedente” ha detto il Presidente dell’APA.

“In Italia, alla crescita degli operatori SVOD, corrisponde il significativo consolidamento degli investimenti delle televisioni generaliste e pay con importanti iniziative in atto da parte di Rai, Mediaset e SKY nel campo della serialità. Il servizio pubblico radiotelevisivo si conferma quale soggetto principale negli investimenti nel settore della produzione audiovisiva così come in termini di programmazione di serialità, dove raggiunge la quota del 75% di primi passaggi televisivi”.

“Dall’analisi del settore emerge la presenza attiva su tutti i comparti produttivi dell’audiovisivo di oltre 7 mila imprese di cui oltre 630 con un fatturato superiore ad 1 milione di euro. I dati maggiormente in crescita si riferiscono in particolare alle aziende che operano direttamente e indirettamente nell’ambito della produzione di serialità televisiva, di cinema, di intrattenimento, di documentari e di animazione”.

“Dall’analisi della presenza dei generi televisivi (comprensivi dei prodotti internazionali) nei palinsesti tv delle principali reti generaliste emerge, nel settore dell’audiovisivo, la significativa presenza della fiction (circa il 19% di copertura nell’intera giornata) e dell’intrattenimento (8,4%) con una importante presenza del prodotto cinematografico (6,3%) nel periodo ottobre 2018. Il ruolo strategico del prodotto audiovisivo è ulteriormente dimostrato dalla quota di programmazione dell’intero settore con il 52% in prime time e del 49% nella fascia preserale.”

“Nel settore dell’intrattenimento – prosegue Leone – su 250 titoli evidenziati, il 54% è di produzione interna (cioè direttamente riferibile ai broadcaster) ed il 46% di produzione esterna indipendente. Nella fascia pregiata del prime time, cresce però il ricorso alla produzione indipendente con una quota del 61% rispetto al 39% di produzione interna, a riprova del valore editoriale e strategico dell’apporto produttivo esterno ed indipendente.”

Il Presidente di APA ha concluso la sua presentazione con una proposta al governo: rafforzare il presidio del tax credit che ha generato grandi benefici per l’intera filiera dell’audiovisivo e che dovrà però essere maggiormente allineato alle crescenti opportunità che il settore richiede, così come le politiche di sviluppo economico del Paese potranno utilizzare maggiormente il Made in Italy della produzione di audiovisivo come volano del sistema Paese, anche attraverso una maggiore valorizzazione del Mercato Internazionale dell’Audiovisivo.

Qui il 1° Rapporto sulla produzione audiovisiva nazionale!