«Mi spiace, in questo periodo Matteo non è disponibile», si è sentito dire settimane fa l’autore di una nota trasmissione televisiva. Con un altro, invece, l’ufficio stampa della Lega Nord è stato leggermente più chiaro. «Matteo per adesso fa solo qualche cosina alla radio. Tornerà in tv quando avrà delle cose da dire…». Attesa dopo attesa, rinvio dopo rinvio, negli ultimi giorni – dal quartier generale di via Bellerio – è emersa tutta la verità. «Salvini pensa che la sovraesposizione, alle Amministrative, gli abbia fatto male. Nell’immediato, quindi, niente apparizioni in televisione». E così, all’inizio della rovente estate del 2016, succede l’imponderabile. Come Braccio di Ferro che sdegnosamente rifiuta una porzione di spinaci, o come il Tenente Colombo che rinuncia all’amato impermeabile beige, Matteo Salvini avvia il suo digiuno dalla tv. L’onnivoro re delle apparizioni televisive – umile (e abile) al punto di non far differenza tra talk show della mattina e programmi di prima serata, né tra grandi anchormen e giovani outsider – si ferma. E, come a voler abolire tutto ciò che viene ritenuto nocivo, alla quaresima catodica aggancia anche l’addio alle amate sigarette. L’aveva giurato davanti a testimoni in una fredda domenica d’inverno davanti agli studi de La7 , tirando una boccata all’amata bionda . «Sono le mie ultime sigarette, vedrete. Dopo le Amministrative smetterò». Promessa mantenuta, visto che una settimana fa – con toni trionfanti – il leader della Lega annunciava alle numerose decine di migliaia di follower su Twitter che «oggi sono al quindicesimo giorno senza sigarette». Perché, parole sue, «prima si sconfigge il tabacco, poi si sconfigge Renzi». L’ultima apparizione di Salvini in tv risale al 7 luglio, lontano dal grande pubblico nazionale. «Sono a Telelombardia , domande senza filtro. Mi fate compagnia?». Prima ancora, il 2 luglio, su Sky . Poca cosa per un leader che il 20 giugno – senza andare troppo indietro nel tempo – si faceva vedere alle 20.30 su Retequattro e due ore dopo su Rai1 , da Bruno Vespa. Adesso si cambia. L’abbondanza, che tanta fortuna ha portato alla Lega Nord negli ultimi anni, lascia spazio all’astinenza. E la faccia di Salvini ad altri volti, come quello di Giancarlo Giorgetti, testa d’uovo di quasi tutte le ultime edizioni della Lega (compresa quella a guida Bossi), esperto di finanze e bilancio, parlamentare di lungo corso e soprattutto bocconiano. Già, bocconiano. La scelta di Salvini, in questa fase, è quella di accantonare «la ruspa» e dar voce a tutti quelli che riescono a parlare tanto al popolo quanto alle élite. Un po’ quello che è mancato durante l’ultima campagna elettorale. Per sé, invece, il leader della Lega sceglie la strategia di parlare attraverso altri mezzi (da YouTube ai social network) come ha fatto l’altro giorno andando in giro tra gli immigrati alla stazione Centrale di Milano. Un modo per parlare al pubblico più giovane, che non perde di vista Facebook . In attesa di tornare davanti alle telecamere della tv vera e propria. Forse.

Fonte: Corriere della sera