Per l’ultima puntata della settima serie, andata in onda lunedì alle3 ora italiana su Sky Atlantic in contemporanea con gli Usa, sono rimasti svegli in 348mila di media. Una platea di aficionados che non ha atteso la puntata doppiata, preferendo la versione originale in lingua inglese coni sottotitoli. Per Il Trono di Spade – Game of Thrones – quella che si è chiusa è un’edizione da record in Italiae nel mondo. E a guardar bene numeri e formula scelta per la messa in visione, non manca qualche messaggio di fondo che la industry farebbe benea tener presente. I numeri innanzitutto: 591mila spettatori a puntata per la versione originale nel primo giorno di messa in onda tra live notturno e registrazioni che salgono a 875mila nei 7 giorni (e 1,5 milioni se si contano anche gli spettatori della versione italiana). In Italia quest’annoè poi cresciuta esponenzialmente la visione in lingua originale, sottotitolata. Questo è il primo segno di cambiamento delle abitudini di spettatori sempre più attenti e ricettivi verso prodotti premium. Il secondo sta nei numeri delle visioni on demand: 7,6 milioni gli episodi delle prime sei stagioni di Game of Thrones visti on demand da marzoa oggi e 850mila per quella appena andata in onda. Miele per una realtà come Sky che sulla visione non lineare (3,1 milioni di abbonati connessie circa 900 milioni di titoli visti dal lancio per Sky on demand e Sky Go) e sui “cofanetti” sta puntando molto. Alla base però c’è il prodotto di qualità, in arrivo dalla statunitense Hbo. Anche quii numeri,a par- tire dai 10 milioni di dollari per ciascun episodio delle ultime stagioni. Quindi sugli 80 milioni di dollari per l’ultima stagione: più o meno come un film di Hollywood di dimensioni e aspirazioni di un certo livello. Hbo – che ha 131 milioni di abbonati nel mondo e che oltre agli Usa è presente con marchio proprio in una cinquantina di Paesi – non rilascia informazioni sui ricavi da merchandising. Ma la vendita di cofanetti Dvd e BluRay dà un’indicazione di quanto profittevole sia la base di fan di Game of Thrones. In soli due mesi nel 2016 la stagione 6 aveva registrato 14,4 milioni di dollari di ricavi dopoi 36,9 milioni di dollari dalle vendite per la quinta stagione. Sky si frega le mani. Per i dati di ascolto, ma anche perché c’è un accordo del 2015 che rendei contenuti Hbo un’esclusiva in Uk, Italia, Germania, Austria e Irlanda fino al 2020. La partnership si è poi di recente rafforzata con un accordo di coproduzione pluriennale, da 250milioni di dollari, che segue la prima coproduzione dei due gruppi (insiemea Canal+): The Young Pope. La prossima sarà Chernobyl, in onda nel 2018.

Fonte: il Sole 24 Ore