Il gruppo televisivo statunitense Hbo ha fatto un grande affare nel co-finanziare la serie The Young Pope diretta da Paolo Sorrentino. Certo, i telespettatori lineari sono calati dagli 873 mila dei primi episodi (andati in onda il 15 gennaio 2017) ai 600 mila degli ultimi. Ma ciascun episodio, nelle varie modalità di visione lineare e non lineare, ha avuto però in media circa 4,7 milioni di telespettatori, ovvero 7-8 volte quelli della diretta tv. Un buon risultato, migliore, ad esempio, di Vinyl, serie molto costosa e dalle grandi attese, ideata da Mick Jagger e Martin Scorsese e che invece ha chiuso mestamente con una media di 4,3 mln di telespettatori. Il successo di The Young Pope va peraltro parametrato a quanto Hbo ha speso per accaparrarsene i diritti: in media il broadcaster americano investe qualche milione di dollari per produrre un’ora di serie tv, arrivando ai 10 milioni di dollari all’ora per serie blockbuster come Games of Thrones. Per le dieci ore degli episodi col Papa Jude Law, invece, il costo è stato molto abbordabile, circa un decimo rispetto agli standard Usa. The Young Pope è già andato in onda in Italia, dove è partito su Sky Atlantic il 21 ottobre 2016 e ha chiuso con circa 1,4 milioni di telespettatori medi nei sette giorni, miglior performance di una serie sulla piattaforma Sky dopo la seconda stagione di Gomorra (1,9 mln nei sette giorni). Il 24 ottobre ha poi debuttato su Canal Plus in Francia, con una media di 612 mila telespettatori per i primi due episodi (14% di share sugli abbonati a Canal Plus) e buoni riscontri di critica. Il 27 ottobre, quindi, è stata la volta di Sky Atlantic Uk, con un avvio sottotono e appena 141 mila telespettatori. Sempre il 21 ottobre The Young Pope era partito pure su Sky Deutschland e in Austria. Ma in questi mercati, un po’ come avviene anche per Sky Uk e per Canal Plus, la tv a pagamento non è così puntuale nel raccogliere e comunicare i dati di ascolto (propri di una tv in chiaro che deve rendere conto ai clienti pubblicitari), tendendo a fare più il mestiere di pay tv e meno quello di concessionaria pubblicitaria. Per questo non sono disponibili altre audience ufficiali negli archivi dei vari broadcaster. 

Fonte: ItaliaOggi