Un cda con soli tre partecipanti presenti fisicamente nella sede milanese di Telecom Italia (gli altri erano collegati in teleconferenza) ha sancito l’esordio ufficiale del nuovo ad Flavio Cattaneo. All’ordine del giorno gli ultimi adempimenti in vista dell’assemblea di bilancio del 25 maggio, alla quale sarà proposta anche la riduzione del numero dei componenti del board da 17 a 16 (Marco Patuano, cioè, non sarà sostituito) e un nuovo piano di incentivazione speciale per il top management. Non si sarebbe giustificata però la trasferta del ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, in sede con Cattaneo e il presidente Giuseppe Recchi, se non con la necessità di fare il punto sui temi più urgenti del momento. Il primo senz’altro il dossier Metroweb, per il quale è attesa la formalizzazione della volontà di chiudere il negoziato già avviato dal precedente ad. La decisione su Inwit, per la quale sono pervenute due offerte vincolanti da parte del tandem Cellnex-F2i e da parte di EiTowers, dovrebbe invece essere presa dal prossimo consiglio entro fine mese. Il primo consiglio di Telecom Italia con Flavio Cattaneo amministratore delegato siè tenuto nella sede milanese di via Negri con la maggioranza dei partecipanti collegati in teleconferenza e soli tre amministratori fisicamente presenti: il neo ad, appunto, il presidente Giuseppe Recchi, e il ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine. Da sbrigare, ufficialmente, c’erano solo gli ultimi adempimenti tecnici in vista dell’assemblea, già convocata per il 25 maggio. Un po’ poco per giustificare la presenza del numero uno operativo di Vivendi, che, subito dopo la colazione con Recchi e Cattaneo, se ne è tornato in volo a Parigi. Possibile che l’incontro si sia prestato per una discussione al vertice sui temi caldi del momento: Metroweb, ancora prima delle torri Inwit, visto che la società partecipata da F2i e Cdp è impegnata in negoziati intensi anche con Enel Open Fibere che i due tavoli non sono conciliabili. Sul fronte Metroweb non è escluso che a breve- così almeno le aspettative- Telecom formalizzi la volontà di chiudere il negoziato anche con il nuovo ad con una proposta scritta. Da parte del socio di riferimento c’è il desiderio di dimostrare concretamente quanto ripetuto più volte dal socio di riferimento francese e cioè che Vivendi intende essere un azionista amichevole e collaborativo con il Governo e con le autorità italiane. Si vedrà se la proposta finale rifletterà questa posizione con un’apertura “politica” alla controparte e se questo sarà sufficiente a convincere Metroweb a chiudere con Telecom, anziché con Enel. Sul fronte Inwit, dopo che sono arrivate due offerte – strutturalmente diverse – da parte di Cellnex-F2i e da parte di EiTowers, dovrebbe essere un prossimo consiglio, prima della fine del mese, a prendere la decisione finale. L’offerta dell’operatore iberico insieme al fondo infrastrutturale italiano era per la maggioranza di Inwit, con connesso obbligo di Opa, lasciando solo una quota del 15%a Telecom (sufficiente ad avere una rappresentanza in consiglio nella società delle torri
mobili), ma presentava problematiche antitrust. Quella dell’operatore del gruppo Mediaset avrebbe lasciato a Telecom una quota intorno al 30%, ma presentava problematiche Consob relative all’Opa che non sarebbe stata lanciata. Il tema ufficiale in discussione al cda di ieri era comunque un altro. Dopo l’uscita di
Marco Patuano si è deciso di non procedere con la cooptazione di un nuovo consigliere e di proporre quindi all’assemblea la riduzione del numero degli amministratori da 17 a 16 per l’ultimo anno di mandato del board. Ma ai soci sarà sottoposta anche la proposta di un incentivo speciale per il top management che riguarda il nuovo ad e i manager di prima linea da lui individuati. In sostanza Cattaneo, a quanto risulta, subentrerà a Patuano con lo stesso trattamento contrattuale in termini di retribuzione fissa e variabile, benefit e piano di stock option (che scade tra un anno). In più gli sarà riconosciuto un incentivo speciale al superamento di tutti gli obiettivi fissati dal piano, anno per anno, con corresponsione del bonus al termine del secondo mandato, cioè tra quattro anni, nella primavera del 2020. Poichè si punta sul turnaround industriale, gli obiettivi non riguardano le quotazioni del titolo, bensì la crescita dell’Ebitda, principalmente, e anche la riduzione delle spese operative nonchè il ridimensionamento del debito. Su questa parte, che

Fonte: Il Sole 24 Ore