L’accordo è fatto: Sky entra nel mercato della distribuzione cinematografica in partnership con cinque produttori nazionali.Il gruppo televisivo controllato da Sky plc, l’ex BskyB gruppo europeo con 22 milioni di abbonati in cinque paesi, di cui la Fox di Rupert Murdoch è azionista al 39,1% – avrà il 60% della nuova società. I produttori avranno il restante 40 per cento.I cinque partner sono Cattleya, Wildside, la Italian International Film del Lucisano Group, Palomar e Indiana Production. Società che insieme producono circa il 40% degli incassi di film italiani.La nuova società sarà costituita nelle prossime settimane:a fine settembre sarà reso noto il nome della nuova compagnia, il suo management e la composizione del consiglio di amministrazione. La società entrerà sul mercato nel 2017. Come già hanno fatto Rai e Mediaset, rispettivamente con 01Distribution e Medusa, anche il terzo grande operatore televisivo nazionale entra nel mercato della distribuzione cinematografica, portando diverse novità. La principale è la partecipazione dei cinque produttori nazionali: un modello senza paragoni sul nostro mercato o all’estero. Una società che sarà focalizzata sul film italianoe porterà avanti entrambi i modelli prevalenti sul mercato: sia distribuendo film realizzati dai produttori, sia finanziando in anticipo il film stesso. Uno dei vantaggi per i produttori starà nel recupero degli incassi: oggi il 50% medio che va al distributore viene prioritariamente usato per recuperare i costi di lancio (una volta anche quelli di stampa delle copie, prima del digitale). I produttori vi accedono solo successivamente, sempre che gli incassi lo permettano. Nella nuova società, però,i produttori saranno nel cda e potranno accedere da subito agli incassi, con possibile vantaggio anche per gli artistia cui per contratto spetta una percentuale su quanto realizzato dal film. Quantoa Sky, avrài diritti televisivi dei film della nuova società per tutte le piattaforme. Vi sono stati, nei mesi scorsi, contatti tra Rai e Sky per i diritti “free” dei titoli futuri della nuova entità. Va ricordato che sui dieci maggiori ascolti realizzati dai film programmati da Sky Italia, sette sono stati realizzati da prodotti italiani. Alla pay tv mancano i diritti Warner e Universal, ceduti a Mediaset per tutte le piattaforme sino al 2020. La Fox del gruppo Murdoch non distribuisce film italiani, al contrario della Warner, che poi ne cede a Mediaset i diritti televisivi. Quando Il Sole 24 Ore ha anticipato la trattativa tra Sky e produttori, il 17 marzo di que- st’anno, pochi credevano a una sua conclusione positiva e anche alla notizia stessa. La società, invece, è nata, aperta alla partecipazione di altri produttori. Sky sarebbe disposta anche a ridurre, in questo caso, la propria quota. Nel mirino, per ora, non c’è la gestione di sale cinematografiche, ma non è da escludere che nel prossimo futuro la new entry sul mercato della distribuzione possa essere interessata a una partecipazione nell’esercizio. Il “segnale” del rinnovato interesse di Sky per il cinema italiano si era avuto con l’acquisizione da parte della pay tv del David di Donatello, sino allo scorso anno trasmesso dalla Rai. Restano fuori dalla società produttori come Aurelio De Laurentiis e TaoDue, quest’ultimo legato a Medusa-Mediaset. Il settore è comunque in movimento, a partire dalla vicenda Mediaset-Vivendi e dal destino di Premium, la pay tv concorrente di Sky su cinemae calcio.

Fonte: Il Sole 24 Ore