Come gli amori, a volte pure i conduttori fanno dei giri immensi e poi ritornano. E così Michele Santoro presto potrebbe riaffacciarsi sulla «sua» Raidue. Non più con piazze e arene, ma con delle docufiction di attualità, genere a cui si è ormai dedicato. Sarà in studio per presentare i filmati autoprodotti, senza pubblico né dibattito. La trattativa con viale Mazzini c’è ma non è ancora chiusa, perciò i dettagli sono pochi e non si sa mai. Il suo addio alla tv pubblica risale a 5 anni fa, giugno 2011: fu separazione consensuale. Nonostante recenti dichiarazioni polemiche («La Rai di Campo Dall’Orto è un bluff») il lieto fine si avvicina ma non è ancora scritto, come il suo contratto. Nero su bianco invece è il trasferimento di Gianluca Semprini da Sky a Raitre, confermato dal direttore Daria Bignardi ascoltata in Vigilanza: «È un volto nuovo e un grande professionista». Non farà Ballarò, perché la testata chiude, ma un nuovo programma da 90 minuti il martedì. Una new entry che non piace granché ai consiglieri. «Mandare Semprini contro Floris è masochismo», rileva Carlo Freccero preoccupato per lo scontro di share e scontento della «poca chiarezza sull’offerta informativa». Non desta entusiasmo nemmeno Pietrangelo Buttafuoco, che avrebbe un programma su Raidue giovedì in seconda serata intitolato La stagione bella (in contemporanea con Petrolio su Raiuno, che ruba una puntata a Vespa: «Un sovraffollamento assurdo», bacchetta Freccero). «Non è utile al servizio pubblico, al massimo va bene come opinionista», lo stronca Franco Siddi. Eppure, come autore, avrebbe Giuliano Ferrara, altro probabile rientro in grande stile, dopo l’addio burrascoso del 2012. «Lui sì che è un fuoriclasse». Perso Ballarò , per Massimo Giannini si pensa a un format di grandi interviste, in otto puntate, sempre per Raitre. Per l’azienda resta («Sulla sua conduzione c’era criticità», ha detto la Bignardi, come pure «volevo Crozza, ma non possiamo permettercelo»), ma lui non ha deciso: «Non ho ricevuto nessuna offerta, per ora è un’ipotesi del terzo tipo. Dobbiamo ragionarci, mica è detto che accetto». Arriva invece e si sdoppia, Walter Veltroni: farà un varietà per Raiuno (come autore) – Le 10 cose più belle – e un programma realizzato per Rai Storia. Anche per lui qualche mugugno in Cda: «Non era il momento». Striscia quotidiana da 25 minuti dalle 12.25 per Chi l’ha visto di Federica Sciarelli (oltre alla puntata settimanale), sono sei le seconde serate per Gad Lerner, altro revival. Fabio Fazio rinuncia al sabato di Che tempo che fa ma si allunga di 3 ore la domenica ( Report della Gabanelli slitta dunque al lunedì). E il suo Rischiatutto , nove puntate, resterà in casa Bignardi, che ha sventato la concorrenza «amica» della rete ammiraglia. Si era pensato di affiancargli una fiction forte su Raiuno, per comporre una seratona acchiappa-ascolti, ma l’agente Beppe Caschetto non era di questo avviso e perciò il tandem non si farà. Riccardo Luna, consulente di Palazzo Chigi per il digitale, avrà dodici puntate su web e dintorni. Al mercoledì su Raidue «riderà» (come autore) l’ex Iena Alessandro Sortino con Nemo . Annalisa Bruchi lascia 2Next e si prende Tabloid , rotocalco della domenica dalle 18.50 alle 20.30 su Raidue. Corrado Augias riparlerà di libri.

Fonte: Corriere della sera