L’authority per le Garanzie nelle comunicazioni ha presentato la propria relazione annuale, nella quale riassume un anno di lavoro e presenta le attività svolte in diversi ambiti di intervento in un macrosettore del valore di 52,4 miliardi di euro. Nello specifico, gli assetti di mercato della televisione in chiaro e di quella a pagamento manifestano,  in entrambi i casi, una situazione di “elevata concentrazione“. Nella tv gratuita, sebbene si riscontri una diminuzione delle quote dei primi due operatori (-1,7 punti percentuali Rai e -0,4 punti percentuali Mediaset) si conferma il ruolo preponderante di Viale Mazzini che detiene una quota pari al 47,4%, seguita da Mediaset, con una quota  del 34,7 per cento. Segue, a più di trenta punti percentuali di distanza, Discovery con il 3,1 per cento. Anche nella tv a pagamento il numero di operatori con quote di ricavi rilevanti si riduce a due: 21st Century Fox-Sky Italia, leader nel mercato della pay tv con una quota che nel 2014 e’ pari all’80,2% (ed è cresciuta di 1,8 punti percentuali) e Mediaset che con Premium possiede una quota di mercato pari al 18,4 per cento (-0,4 punti percentuali su 2013). L’indice di concentrazione del mercato della televisione a pagamento risulta stabilmente al di sopra dei 6.500 punti.

Il presidente dell’AGCOM Angelo Marcello Cardani ha inoltre dichiarato: “Anche il servizio pubblico non si sottrae alle sfide poste dal nuovo quadro digitale e convergente“, parola del presidente Agcom, “al riguardo la prossima scadenza della concessione alla Rai, prevista per la metà del 2016, costituisce un’occasione per interrogarsi sul ruolo del servizio pubblico nel nuovo contesto. Il canone è la principale fonte di finanziamento del servizio pubblico rappresentando il 61,3% del totale delle risorse economiche della Rai. Pertanto una riforma del sistema di finanziamento pubblico nel segno della semplificazione, della perequazione sociale e dell’effettività della riscossione è certamente auspicabile

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Fonte: Il Corriere delle Comunicazioni