Nel cdm di oggi sarà avviata la discussione sulla riforma della tv pubblica sulla base di un documento strategico, una sorta di summa della filosofia renziana, che ha come punto di partenza la necessità di un manager che decida davvero e che abbia, come punto di arrivo, la qualità del servizio pubblico con tre reti specializzate, di cui una senza spot. Dopo aver raccolto spunti e contributi dei ministeri competenti, dal Mef al Mise all’Istruzione, e da diversi esperti di comunicazione, il Premier  Renzi ha deciso di stringere in vista di un ddl che arriverà nelle prossime settimane, quando il Pd avrà concluso il confronto con i partiti interessati ad una riforma della governance che metta al centro non la politica ma la qualità dell’informazione. La Rai deve diventare per il premier una “media company” di livello e non può essere “una municipalizzata di provincia“: questo è quanto sarebbe scritto nel documento che in queste ore gira a Palazzo Chigi. L’obiettivo del servizio pubblico deve essere “gareggiare con i grandi network a livello mondiale” e diventare un’azienda che esporta all’estero “fiction che raccontano l’Italia. Nel confronto con i membri Pd della commissione di Vigilanza, sarebbe emersa l’ipotesi di una rete generalista, una per l’innovazione, la sperimentazione ed i nuovi linguaggi e la terza a carattere più spiccatamente culturale, più di servizio pubblico e senza gli spot pubblicitari.

Fonte: Rai News

 

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