A livello globale nel 2017 previsti 15 lungometraggi. Confermato l’utile alla fine del prossimo anno anche fuori dagli Usa.

La regola è inderogabile: niente numeri sui singoli Paesi. E non si scappa. A un anno dall’avvio di Netflix in Italia ci si deve quindi accontentare di valutazioni, qualitative, ma comunque nette: «Siamo molto soddisfatti dell’andamento in Italia. E il vostro è un Paese sul quale contiamo molto». Yann Lafargue, manager, technology and corporate Communications manager Emea di Netflix , in Italia per qualche giornoè la voce cui il gigante californiamo affidai suoi feedback rispetto all’andamento in un mercato in cui la diffusione della piattaforma di videostreaming è solo stimabile. Cosa, questa, che ha fatto Pwc in un rapporto reso noto a settembre in cui la penetrazione di Netflix in Italia veniva identificata in 300mila abbonati, con circa 170mila utenti che usufruiscono del periodo di prova gratuito. «In un anno in Italia- spiega il manager di Netflix – abbiamo triplicato il catalogo e cominciato a capire meglio i gusti della gente. E nel 2017 esordirà in tutto il mondo la prima serie originale Netflix italiana, Suburra». Peraltro, «abbiamo un progetto per l’Italia che sveleremo fra qualche tempo». Serie tv o produzione cinematografica? Impossibile saperne di più.A ogni modo, la prima novità dal punto di vista produttivo sarà, per l’appunto, la prima produzione italiana della Internet Tv diffusa in oltre 190 Paesi, realizzata dai creatori della serie Gomorra in collaborazione con la Rai. In ballo ci sono 10 episodi realizzati da Cattleya. Sull’arrivo del “download and play”, che ancora Netflix non comprende nella sua piattaforma, il manager replica che «mai dire mai, ma non ci sono previ- sioni in tal senso a breve». Conferma invece del breakeven seguito dall’utile nella parte internazionale (fuori da Usa) nel 2017. Una indicazione, questa, di cui il ceo Reed Hastings aveva parlato un anno fa, in occasione dell’approdo del servizio in Italia e che quindi viene ribadita nonostante risultati che fanno vedere come fra Usa e mercati internazionali ci sia ancora un gap non da poco. Stando ai dati dell’ultimo quarter, fuori dagli Usa il risultato nei nove mesi è negativo per 333 milioni di dollari. A livello consolidato si parla invece di 6,8 miliardi di dollari di ricavi e 122 milioni di dollari di profitti netti. Dal punto di vista del prodotto, quel che si capisceè che ci sarà un impegno crescente sulle produzioni originali (6 miliardi di dollari in contenuti originali nel prossimo anno) e anche sui lungometraggi, dopo l’esordio con “Beast of no Nation”. «Il prossimo anno – dice Lafargue – avremo oltre 15 film con attori del calibro di Brad Pitt, Will Smith». Se il modello prendesse piede sarebbe un cambio non da poco. Certo è che resta sempre la domanda su quanto il modello Netflix sia sostenibile e se e quando arriverà una vendita come da rumors di mercato. «Stiamo crescendoe le possibilità di crescita sono enormi. Quanto alla vendita, senz’altro sarebbe difficilissimo, perché costeremmo tanto».

Fonte: Il Sole 24 Ore