Holland: «Più produzioni in casa per essere autonomi. Siamo un modello, anche per gli autori» Pubblichiamo gli episodi insieme, il nostro pubblico consuma veloce.

Fa da ponte tra creativi e spettatori. «Supporto i primi, faccio felici i secondi», spiega Cindy Holland, da 13 anni in Netflix e ora «vice president of original programming». Dopo aver passato anni ad acquistare film e serie da altri network, ha cambiato posizione perché l’azienda ha deciso di darsi alla produzione originale: «Ho dovuto tirare fuori skill dormienti risalenti a molto tempo addietro, quando lavoravo per il cinema», spiega.

Il salto non è stato da poco, per Holland, per Netflix e anche per l’intera industria televisiva che si è trovata un nuovo concorrente con oltre 86 milioni di abbonati in più di 190 Paesi. Netflix ha mostrato definitivamente le potenzialità dell’Internet Tv: contenuti disponibili attraverso la Rete e come e quando vuoi, senza la schiavitù del palinsesto. Le altre tv hanno risposto offrendo servizi più o meno simili, e così oggi la vera sfida tra i servizi a pagamento è anche sulla possibilità di offrire un buon prodotto di «vod», video on demand.

Narrazioni

«All’interno del mondo dell’intrattenimento – spiega Holland – Netflix è un altra forma capace di raccontare grandi storie. Dalla radio al cinema alla tv a noi: c’è una sorta di continuità in questo senso. Certo, siamo il primo global internet television network: mescoliamo il meglio della tecnologia web ai contenuti originali». E dunque House of cards , Orange is the new black , Narcos , Stranger things fino all’ultimo The Crown , dramma storico sulla regina Elisabetta recentemente presentato a Londra.

Serie dunque, ma anche film e documentari: «Le produzioni originali sono un punto di differenziazione per due motivi – continua Holland -. Sono una nostra esclusiva e ci rendono padroni del nostro destino: se le altre compagnie un domani decidessero di tenere i propri programmi per le loro future piattaforme web, avremmo comunque titoli tutti nostri».

Di sicuro, autori e produttori si sono trovati di fronte un nuovo committente generoso ma con le proprie regole narrative, forse a metà tra cinema e tv. E questo per via del sistema distributivo di Netflix: nessuna pubblicità e tutti gli episodi rilasciati in un colpo solo. «Di solito i nostri spettatori guardano in media due ore e mezzo di programma alla volta – spiega Holland – e, quindi, i nostri autori sanno che possono non mettere tutti i personaggi e gli snodi narrativi nel solo pilot di una serie. Sanno anche che il nostro pubblico consuma le serie in maniera veloce, perciò non è necessario ricordare eventi o conversazioni accadute in episodi precedenti. Gli autori stanno capendo questo ritmo. Bisogna adattarsi a un mondo senza pubblicità, in cui le serie sono lanciate tutte insieme, in cui il pubblico controlla cosa vedere e quanto spesso vederlo». Netflix produce contenuti molto diversi tra loro, come Stranger Things , racconto fantastico per famiglie in forte debito con il cinema per ragazzi anni ’80, e Narcos , dura serie gangster dedicata a Pablo Escobar. «Non siamo legati alla pubblicità, quindi non cerchiamo un particolare pubblico, vogliamo essere appetibili a tante differenti tipologie di pubblico in tutto il mondo. Per questo la nostra strategia è così differenziata nella scelta dei prodotti. I nostri show posso soddisfare di volta in volta pubblici diversi, non vogliamo creare una serie che soddisfi tutti». Una platea mainstream divisa per gusti: «In ogni Paese nel quale arriviamo gli early adopter (gli utenti precoci, che segnano il trend, ndr ) tendono a essere maschi, giovani, tecnologici….Ma nel momento in cui il servizio si diffonde il pubblico si allarga e così la programmazione».

Profili

Grazie ai suoi sistemi di rivelazione, Netflix può raccogliere molti dati sui gusti e le abitudini del suo pubblico: il dato numerico determina il contenuto editoriale? «Il processo di scelta di un prodotto in realtà è ancora tradizionale, inizia con una grande idea e degli autori capaci di portarla avanti – continua Holland -. Certo, abbiamo molte informazioni dettagliate sugli spettatori, e le utilizziamo come metro per valutare una storia. Questo ci dà più sicurezza, ci dà maggior margine sui rischi». Dalle produzioni originali, dunque, non si torna indietro, anzi si rilancia. Di sicuro il mercato televisivo non è mai stato così vario.

Fonte: corrierEconomia