Cambio al vertice di Fininvest, il gruppo presieduto da Marina Berlusconi. Diventa amministratore delegato Danilo Pellegrino, già direttore generale della capogruppo a monte della galassia di partecipazioni riconducibili alla famiglia Berlusconi, tra le quali Mediobanca (2%), Banca Mediolanum (30%), Milan (100%), Mondadori (50%), Mediaset (34,7%), la biotech MolMed (25,4%) e il 100% del Teatro Manzoni. Pellegrino, 59 anni, è un uomo di strettissima fiducia di Marina Berlusconi, figlia di Silvio Berlusconi e titolare del 7,65% delle quote di Fininvest tramite Holding Italiana Quarta. Il 60% circa di Fininvest è direttamente riconducibile all’ex presidente del Consiglio, un altro 7,65% è di Pier Silvio Berlusconi, mentre gli altri tre figli (Barbara, Eleonora e Luigi) detengono in quote paritetiche complessivamente il 21,4% tramite Holding Italiana Quattordicesima. Pellegrino sostituisce un altro manager storicamente legato alla famiglia come Pasquale Cannatelli, per 13 anni al timone di Fininvest dopo le sue esperienze precedenti in Farmitalia e Alitalia e che diventerà vicepresidente. Pellegrino invece è da 28 anni in Fininvest. Proveniva dalla Magneti Marelli del gruppo Fiat dov’era arrivato alla carica di responsabile del controllo di gestione. Dal 2012 Pellegrino fa parte anche del consiglio di amministrazione di Fininvest e dall’anno dopo anche della Arnoldo Mondadori Editore. Negli ultimi mesi – rileva una nota di Fininvest – il manager sta seguendo anche la possibile cessione del Milan. Il gruppo Fininvest ieri ha comunicato anche i dati di bilancio del 2015. Archiviato con un fatturato in crescita a 4,73 miliardi di euro (dai 4,68 dell’anno precedente). Cresce anche l’utile netto (della capogruppo) a 221 milioni e il margine operativo lordo consolidato sale a 1,40 miliardi (1,37 miliardi nel 2014). Scende di poco il risultato operativo a 226,3 milioni.In sostanziale pareggio il risultato netto consolidato, che ha risentito di oneri non ricorrenti pari a 17,6 milioni. La posizione finanziaria netta presenta invece un indebitamento in discesa a 789 milioni (nel 2014 sfondava quota un miliardo), confermando un trend che dal 2012 ha visto il debito dimezzarsi. Il risultato è stato ottenuto anche grazie alla significativa generazione di cassa ordinaria di 209 milioni, nonostante la capogruppo operi principalmente nell’editoria e nella televisione, mercati in forte trasformazione nel loro modello di business. Dopo cinque anni Fininvest torna a distribuire il dividendo (di esercizio) agli azionisti (0,45 euro per azione pari a 91,6 milioni). L’utile non distribuito, circa 130 milioni, è stato invece rinviato a nuovo (cioè a riserve). In autunno erano state usate proprio le riserve garantendo così una cedola alla famiglia Berlusconi, mentre nei tre anni precedenti i soci erano rimasti a secco. Il consiglio di amministrazione di Fininvest si è riunito ieri subito dopo il rinnovo votato dall’assemblea dei soci che ha confermato l’intero board uscente e ha deliberato di portare da nove a dieci il numero dei componenti, provvedendo a nominare Bruno Ermolli, già consigliere dal 2005 al 2012.

Fonte: Corriere della sera