Poco meno di due settimane e Netflix sarà attivo in Francia con l’obiettivo, ha spiegato il Ceo Reed Hastings, di “sedurre” un terzo delle famiglie del Paese nei prossimi 5-10 anni. A sottolineare i timori degli operatori francesi per il nuovo player ci ha pensato una ricerca della società Paris Tech, anticipata da “Les Echos”, secondo la quale l’arrivo dell’operatore vod avrà delle serie conseguenze per un mercato altamente regolamentato come quello dell’audiovisivo e del cinema francese. In particolare, la fiction televisiva potrebbe arrivare a perdere fino al 24% degli investimenti entro il 2017 (rispetto al 2012), il cinema il 22%. Un calo dovuto alla riduzione dei finanziamenti da parte della tv (che soffre già per la flessione strutturale degli introiti adv e da abbonamento), cui si aggiungerà il peso della competizione di Netflix. Secondo il rapporto, di fronte al nuovo tipo di concorrenza e distribuzioni internazionali, il sistema degli obblighi di produzione ha perso ormai legittimità; il mercato tv, dove i broadcaster diventano sempre più dipendenti dalle importazioni con l’obiettivo di massimizzare l’audience nazionale, non è più protetto. L’unica soluzione per il sistema è di cambiare radicalmente ed espandersi, puntando sulle esportazioni. Il sistema di finanziamento attuale, spiega il rapporto, non promuove la valorizzazione dei diritti di sfruttamento al di là dell’emissione su territorio nazionali, producendo titoli poco esportabili. Allo stesso tempo, occorre una maggiore integrazione verticale, offrendo la possibilità ai broadcaster di avere parte dei diritti delle coproduzioni che finanziano. Insomma, per contrastare Netflix occorre un radicale cambio di mentalità, passando da una un’industria di “gestori di frequenze” a una logica integrata di studios.

Fonte: e-duesse