Roma, 10 settembre 2014 – La giuria del Premio Carlo Bixio per la migliore sceneggiatura originale di fiction, presieduta da Gabriella Campennì Bixio, si è riunita a Roma il 2 settembre e ha selezionato le cinque sceneggiature tra le quali verrà selezionata quella vincente. La premiazione si svolgerà a Roma, nell’ambito dell’ottava edizione del RomaFictionFest, il 15 settembre alle ore 20.30, alla Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica.

Il Premio Carlo Bixio, indetto da RAI, APT e RTI,è riservato ai giovani, tra i 18 e i 40 anni, autori di una sceneggiatura originale di fiction ispirata al genere della “Commedia”.

Al vincitore andranno quindicimila euro, messi a disposizione dalla Rai, a fronte di un contratto di licenza di dodici mesi a cui quest’anno si aggiunge un riconoscimento speciale della SIAE di tremila euro. Il “Premio SIAE idea d’autore” verrà consegnato alla sceneggiatura che, tra quelle valutate dalla Giuria, si sarà distinta nell’originalità della concezione iniziale.

I cinque titoli finalisti

 

NASCONDI UN POSTO A TAVOLA, di Francesco Caronna, Roberto Fiandaca, Giancarlo Germino e Alessandro Menchi

La vita di una famiglia borghese di un quartiere residenziale della capitale, viene sconvolta dalla notizia che papà e mamma sono rimasti coinvolti in una enorme truffa finanziaria e si sono dati alla fuga. I tre figli sotto shock, precipitati da un paradiso di paghette, macchinette e telefonini ad un inferno quotidiano in cui devono fronteggiare poliziotti e magistrati, giornalisti e creditori, vanno a rifugiarsi da una nonna atipica che non ha nessuna intenzione di prendersi cura di loro. Ma molte sorprese e svolte esistenziali li attendono in questa ironica rivisitazione dei ruoli di una famiglia che appariva integerrima e convenzionale: a riprova che mai e poi mai ci si può fermare alle apparenze.

 

GLI AMICI FIDATI di Alida Musumeci

Un evento piacevole ma apparentemente poco significativo, la presentazione di un’App dalle buone possibilità di successo, è l’occasione per un gruppo di trentenni di ritrovarsi una quindicina d’anni dopo la fine degli studi. Il creatore dell’App ha sviluppato un gioco che facevano da adolescenti, dunque ha pensato di riunire per l’occasione gli ex studenti che si erano persi di vista. In realtà, questo incontro smuove una serie di eventi, confessioni, memorie, rimpianti e bisogni affettivi passati e presenti, tali da innescare una serie di eventi imprevedibili. E dietro la normalità si nasconde anche un mistero.

 

CHIU’ di Sofia Bruschetta

In un bellissimo borgo del nord Italia, sospeso fra la rassicurante tradizione delle sue pietre millenarie e le tecnologie aggiornate delle nuove generazioni, vive in un antico palazzo una ricca famiglia per molti versi bizzarra: la famiglia Zerni, composta soltanto da giovani cugini e cuginetti, governati dal patriarca Aristide. Che fine hanno fatto i genitori? Quanto c’è di vero nel vespaio di dicerie che circonda da sempre questa influente dinastia? E che significato riveste l’arrivo di un ragazzino rimasto orfano, una tata misteriosa e un matrimonio mandato improvvisamente a monte? C’è qualcosa di magico nell’aria e nei poteri che presto ci verranno presto svelati da parte di tutti i componenti della straordinaria famiglia, potente ma funestata da oscure profezie. Ma fino a che punto si può cambiare il destino?

 

TI VOGLIO BENE MAESTRA, di Raffaella Migliaccio

La vita di Veronica, una trentenne pasticciona ma piena di generosità e di buone intenzioni, cambia improvvisamente il giorno in cui, dopo mille lavori precari, viene finalmente chiamata ad insegnare in una piccola cittadina del sud. E’ l’inizio di un percorso accidentato ma ricco di incontri memorabili: con gli abitanti del paesino, con i colleghi, ma soprattutto con i ragazzini che presto impareranno ad amare questa maestra sui generis. E anche lei incontrerà un nuovo grande amore.

CRONACHE DEL PRIMO BANCO, di Alessandra Pomilio

Ancora la scuola, ma qui l’atmosfera è completamente diversa. Ironica e a volte cinica, irriverente, con un linguaggio spregiudicato ma aderente al lessico giovanile contemporaneo, questa proposta mette al centro del racconto una categoria fin’ora non esplorata dalla nostra fiction: i secchioni. C’è un po’ di “Big bang theory” in questa vicenda corale che vede i migliori di una sezione di un liceo classico milanese, del tutto inadatti alla vita quotidiana ma pieni di imprevedibili risorse e con un mondo fantastico di poteri, sogni e identità fittizie, che continuamente interferisce con il mondo reale. Beati i primi perché saranno i primi? Dopotutto: “nessuno pensa mai che anche un secchione abbia un cuore.”