L’Associazione Produttori Televisivi (APT) ha presentato presso l’Unicredit Pavilion di Milano la prima ricerca sull’intrattenimento televisivo leggero in Italia, condotta da Ce.R.T.A. – Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi, Università Cattolica di Milano –.

La produzione indipendente di intrattenimento rappresenta attualmente per l’Italia una realtà importante in grado di stimolare la creatività e di creare posti di lavoro. Negli ultimi anni il settore ha registrato una positiva crescita, non riuscendo tuttavia a raggiungere un valore percentuale complessivo superiore o pari ai mercati di altri Paesi come la Francia e il Regno Unito.

I motivi di questo mancato sviluppo, l’accurata analisi delle relazioni tra broadcaster e reti televisive, le soluzioni che le emittenti dovrebbero attivare al fine di incentivare un comparto così vivace e ricco di potenzialità, sono stati i focus dell’evento.

Presente al convegno l’Onorevole Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo economico, il quale ha lanciato la proposta di estendere il tax credit nell’audiovisivo all’intrattenimento tv purchè di produzione italiana, spiegando: “Le linee guida sul servizio pubblico emanate dal governo più di un anno fa in sede di nomine Rai già segnavano una strada di internazionalizzazione, e lo stesso DDL sull’audiovisivo scritto con Franceschini parlava di una estensione del tax credit alla produzione televisiva, anche non su format di intrattenimento. Ma poi i produttori non riescono a farsi valere, o i dirigenti del servizio pubblico dicono che le linee guida non sono chiare o che mancano risorse: dovremo ripetere e chiarire ulteriormente queste linee.”

Una proposta ben accolta dal Presidente APT (Associazione Produttori Televisivi), Marco Follini, il quale ha sottolineato come l’estensione del tax credit sia “una buona idea se mira più a rafforzare la struttura patrimoniale delle imprese che a premiare questo o quel tipo di prodotto”.

In relazione alla questione dei diritti e alla relazione tra produttori indipendenti e broadcaster ha poi aggiunto “Noi non accettiamo l’idea che i diritti appartengano così largamente alle emittenti quando c’è da premiare una creatività e un’attività imprenditoriale che appartiene ai produttori.”