Lo scorso 1 marzo, presso la Casa del Cinema, si è svolta la presentazione delle linee editoriali RAI Fiction. Erano presenti all’incontro con i produttori televisivi il Direttore Generale RAI Antonio Campo Dall’Orto e il Direttore RAI Fiction Eleonora Andreatta. Il Presidente APT Marco Follini ha ringraziato la dirigenza per questa occasione di confronto, “una conferma – ha affermato – di quell’alleanza strategica sulla produzione che lega ormai da molti anni RAI e APT”.

Antonio Campo Dall’Orto ha innanzitutto ribadito le linee strategiche delineate sin dal principio del suo mandato.

“Per noi è essenziale gestire l’esistente e capire dove vogliamo posizionarci tra cinque anni. Le linee strategiche delineate sin dal principio del mio mandato si basano su due punti essenziali:

– innovazione dei contenuti: l’informazione ha già avuto una sua evoluzione e resta un’area centrale e dalla scorsa stagione si è scelto di introdurre elementi di innovazione anche nell’area dell’intrattenimento

– fruizione dei contenuti: la trasformazione della RAI in una ‘media company’ comporta la fruizione multipiattaforma dei contenuti in grado di ampliare e differenziare l’audience. Un esempio di questo è la piattaforma RaiPlay, che ha avuto nei soli mesi di gennaio e febbraio 110 milioni di video visti e trenta milioni di browser unici, oltre a un milione e centomila utenti registrati. Il moltiplicarsi delle piattaforme trasmissive comporterà necessariamente la ridefinizione della gestione dei diritti dei contenuti.

I contenuti premium oggi sono in tutto il mondo fiction, cinema e sport, sono i più ambiti e su questi stiamo puntando anche noi. Abbiamo inoltre definito gli aspetti essenziali dei prodotti:

– universalità: principio fondamentale per offrire elementi di innovazione con lo scopo di avvicinare un pubblico nuovo senza tuttavia perdere i nostri spettatori affezionati. La vera sfida dell’innovazione è essere inclusiva.

– internazionalità: porre grande attenzione ai prodotti che possiedono un respiro internazionale, nel caso de ‘I Medici’ ad esempio abbiamo realizzato una campagna promozionale senza precedenti;

– articolazione su più reti: innovare i linguaggi, proponendo prodotti più complessi e vicini agli standard internazionali. Per quanto riguarda questo aspetto ‘Rocco Schiavone’ è stato senza dubbio il prodotto più significativo.

Per attuare una strategia basata su questi fattori sono tuttavia assolutamente necessari alcuni elementi:

– un servizio pubblico che abbia chiaro il percorso da seguire e gli obiettivi da raggiungere;

– le risorse;

– un industria dell’audiovisivo che sappia scommettere su se stessa e sul rapporto con la RAI

Per la nostra idea di servizio pubblico è fondamentale che il settore audiovisivo sia in gran salute e che comprenda cosa significhi davvero essere volano dell’intera industria televisiva.

In questa stessa direzione si muovono le norme relative al tax credit che sono in via di definizione, per il momento l’unico aspetto non allineato è il canone, sul quale tuttavia stiamo lavorando anche accogliendo le osservazioni avanzate da APT.

Riguardo la nuova legge del tax credit e la sua influenza nell’ambito della politica delle trattative sui diritti, ritengo che una soluzione potrebbe essere quella di spezzare la catena del lavoro sul lato geografico nelle grandi serie evento, o ragionare sulla durata del diritto e delle singole finestre di sfruttamento.

Dobbiamo tener presente inoltre quando parliamo di diritti delle opere che al momento ogni deal è diverso e specifico, in seguito ci si troverà probabilmente di fronte a una situazione più definita, in cui i produttori e i distributori guadagneranno uno spazio sempre maggiore, mentre i broadcaster diventeranno dei partner insieme a una pluralità di soggetti regolati da dinamiche completamente nuove, come Amazon o Netflix.

Se le risorse di budget fossero state più ingenti avremmo aumentato il numero delle serate dedicate alla fiction fino a sei ed avremmo moltiplicato il modello di ‘Un posto al sole’, in quanto ritengo che sostituire parzialmente l’intrattenimento con la fiction sarebbe un esperimento interessante. Nonostante le difficoltà dovute alle risorse stiamo comunque lavorando in questa direzione”

“Siamo in un periodo che si può considerare un rinascimento per la fiction italiana. – ha affermato Eleonora Andreatta – l’Italia e la RAI al momento sono un case study per l’Europa. Questo rinascimento ha come presupposto il rafforzamento del ruolo del servizio pubblico come volano dell’industria e baluardo della creatività identitaria e la crescita della capacità creativa e imprenditoriale dei produttori”.

Quattro i punti fondamentali che hanno guidato le scelte della dirigenza di RAI Fiction nel corso di questo anno e che continueranno ad essere prioritarie:

– Innovazione

– Diversificazione

– Trasparenza

– Internazionalizzazione

“Un elemento che ci tengo a mettere in luce – ha dichiarato Andreatta – è sicuramente la trasformazione del rapporto tra la RAI e i produttori, che da fornitori sono divenuti veri e propri partner. La RAI ha lavorato per offrire loro nuove opportunità: l’apertura al pubblico internazionale grazie alla quale sono entrati in gioco nuovi partner produttivi e distributivi, l’evoluzione della RAI in una ‘media company’ e infine la legge sul tax credit che ha permesso un maggior investimento delle case di produzione sui propri progetti. Da parte loro i produttori hanno rischiato molto, come nel caso eclatante della serie ‘I Medici’, ma anche de ‘La Porta Rossa’, prodotta da una società più piccola che ha trovato solo in corso di realizzazione un partner internazionale per coprire il financing gap. I produttori hanno oggi uno statuto nuovo e prestigioso e sono riusciti a costituire al loro interno figure editoriali e creative in grado di interagire con la RAI. Uno degli obiettivi è anche quello di raggiungere anche un pubblico più giovane e dinamico. A questo scopo è fondamentale il ruolo di RaiPlay. Ad esempio, ‘I Medici’ hanno ottenuto ottimi risultati sul VOD mentre ‘Rocco Schiavone’ ha raggiunto il 9% della sua fruizione tra visione in differita e Vod. I 20 titoli di fiction italiana più seguiti nel 2016 sono stati prodotti tutti da RAI. Il 2017 è stata la migliore apertura di stagione degli ultimi dieci anni, un risultato importante considerando anche che la platea si è ridotta di un milione di spettatori. Un record di ascolti è stato ottenuto dalla serie ‘Il Commissario Montalbano’ che ha raggiunto il 57% sui laureati e il 40% su un pubblico dotato di decoder Sky.”

TOP 20 TITOLI FICTION IN ITALIA

(7 gennaio 2016-22 febbraio 2017)

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 Dati di produzione

(gennaio 2015 – febbraio 2016)

Secondo i dati illustrati nel corso dell’incontro, nel 2016 la RAI ha trasmesso: 119 serate di prime time, 38 di repliche, per un totale di 157 serate su Rai1.

Per la prima volta dopo diversi anni il prodotto fiction è stato trasmesso su tutte e tre le reti RAI (12 serate su Rai 2 e 6 su Rai3) ed ha coperto il 76% dell’offerta complessiva di fiction in Italia.

Relativamente alla fiction trasmessa tra il 2015 e il 2016 Rai ha lavorato con 22 case di produzione indipendente (7 hanno lavorato con Mediaset e 3 con Sky).

Il Direttore Andreatta ha inoltre mostrato i dati relativi al costo medio/ascolto nel periodo compreso tra il 1 settembre 2015 e il 31 agosto 2016:

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In relazione al costo medio/ascolto vengono applicati parametri di efficienza economica, tuttavia si tengono in considerazione anche altri parametri per cui sono ad esempio accettati anche ascolti minori, laddove un prodotto presenta elementi di forte innovazione, incarna valori identitari del servizio pubblico o consente un’apertura al pubblico internazionale.

Piano di Produzione 2016

Nel Piano di Produzione 2016 sono state messe in cantiere 114 serate per Rai1, 15 per Rai2 e 15 per Rai3. 

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 Piano investimenti 2017

Secondo quanto affermato da Antonio Campo Dall’Orto e da Eleonora Andretta, il budget totale a disposizione per l’anno 2017, sarà di 195 milioni di euro (223 milioni di euro è stato l’investimento nel 2016). Sono previste 100/105 serate in prime time per RAI 1, 13/15 per RAI 2, 3 serate per RAI 3 e due piloti per RAI 4.

Da un punto di vista editoriale, per RAI 1 si prevede la produzione di 3 titoli di lunga serialità, 7/8 di serie, 3/4 serie evento e 8/10 tv movie. La serialità per Rai1 sarà articolata su diversi generi: family e coming of age, poliziesco e procedural, dramedy e giallo rosa Per RAI 2, sono in programma 2 o 3 serie e 1 serie evento e si vorrà prediligere racconti in grado di sorprendere anche un pubblico più giovane e abituato alle serie internazionali. Su RAI 3, oltre a ‘Un Posto al Sole’, l’offerta sarà focalizzata sul genere Docufiction. Mentre per la programmazione di RAI 4, la dirigenza sta lavorando a stretto contatto con gli enti di formazione come il Centro Sperimentale e il Premio Solinas per lo sviluppo di piloti.

Ma la progettualità sarà aperta anche a ciò che è inaspettato, ciò che ancora non è compreso nelle linee editoriali e può sorprendere il pubblico.