Se ne parlava da qualche anno e oramai era diventato un mantra: sì, vogliamo tornare a produrre fiction; no, non siamo ancora pronti. Ma finalmente Fox Italia ha deciso e ha dato il via libera al progetto di una commedia in otto puntate nel formato dei 30 minuti, la pezzatura delle sitcom, che a maggio aprirà il set a Roma (con riprese a Milano e Napoli) per essere in onda a settembre con due puntate accoppiate a serata. E un piccolo prodotto, ma il segnale importante è che la filiale italiana di Fox International si è riaffacciata sul mercato di casa da cui era sparita da otto anni. Era il 2010 quando sul canale Fox era andata in onda la terza stagione di ‘Boris’, la commedia prodotta da Wilder, oggi Fremantle, che irrideva al pettinato mondo della fiction generalista con i suoi tic e i suoi paradossi. Ebbe grandi consensi di pubblico e critica e, sulla scia del successo, Fox Italia proseguì a fare fiction originale finché sul più bello tirò giù la saracinesca. Adesso la rialza ripartendo dalla tradizione. Come ‘Boris’ anche ‘Romolo Giuly. La guerra mondiale italiana’ — questo è il titolo della serie — è una commedia demenziale ed è coprodotta da Wildside, la sorella gemella di Fremantle e produttore di riferimento di Sky, con Zerosix, titolare del pilota web. E se ‘Boris’ aveva scommesso su autori alle prime armi, la nuova commedia è scritta da giovanissimi creativi, Michele Bertini Malgarini, Giulio Carrieri e Alessandro D’Ambrosi, nati sul web. Il terzetto romano è stato premiato al Roma Web Fest del 2016 per ‘Romolo Giuly’, la serie che faceva morire dal ridere (diventata un fenomeno virale da 1,5 milioni di visualizzazioni) riportando la travagliata storia d’amore shakespeariana allo scontro tra i fighetti di Roma Nord e i coatti di Roma Sud. Nella trasformazione in serie tv il meccanismo narrativo esce dai confini del Raccordo anulare e viene esteso al Paese e nella guerra tutta romana entreranno in gioco anche Milano e Napoli che per i loro loschi piani vi infiltreranno i loro emissari. La serie televisiva sarà diretta dallo stesso Malgarini, già regista della web serie, e tutti esordienti saranno gli attori, con apparizioni di guest star di richiamo in piccoli camei. Nella parte del giovane Montacchi si cimenta lo stesso Alessandro D’Ambrosi, ma — almeno mentre scriviamo — non è stata ancora trovata la Giulietta dei Copulati. A tirare le fila di un lavoro complesso durato quasi un anno è Alessandro Saba, il quarantenne direttore dell’intrattenimento di Fox Italia che ha perlustrato tutto il mercato italiano intercettando idee e incontrando produttori prima di convergere sui giovani talenti scoperti sulla Rete. “Volevamo un progetto per sorprendere e meravigliare perché spiazzare il suo pubblico e anticipare tendenze è la mission di una pay tv”, dice Saba. “Sky sta facendo molto bene il suo mestiere producendo ‘Gomorra’ e ‘The Young Pope’, serie che hanno cambiato il mercato italiano. Ma crediamo che anche Fox abbia nel suo dna la propensione all’innovazione e alla sperimentazione che abbiamo deciso di mettere alla prova con la commedia, anche perché sulla piattaforma a pagamento prodotti scripted comedy innovativi non vengono realizzati in maniera sistematica e strutturale. Torniamo a farlo noi”. Con la scelta di scommettere su una creatività di frontiera e sullo scouting di nuove leve di sceneggiatori e di attori, fondamentale per l’industria Fox Italia, “si è rischiato”, prosegue Saba, “ma noi editori dobbiamo avere il coraggio di rischiare soprattutto ora che, con l’avvento di Netflix e di Amazon, l’industria culturale corre il serio pericolo dell’omologazione dei prodotti. Le piattaforme ott incamerano milioni di dati sulle modalità di fruizione e i gusti dei clienti che già oggi utilizzano per commissionare i nuovi prodotti. Tra dieci anni saranno gli algoritmi a scrivere le sceneggiature?”. In America, dove i processi di concentrazione e omologazione sono molto avanzati, si fa un prodotto sempre più serializzato. In Italia, invece, conclude Saba, “vedo una grande effervescenza: i produttori indipendenti hanno una forte creatività e i broadcaster, le stesse Rai e Mediaset, rischiano di più. Ci inseriamo in questo fermento con la nostra comedy che sarà una delle cose più disruptive e sorprendenti della prossima stagione”. C’è effervescenza anche nel mondo Fox: la preparazione della comedy tutta italiana si incrocia con l’arrivo di ‘Deep State’, prima serie originale europea di Fox International al debutto il 9 aprile sui canali Fox del mondo. Realizzata con i budget di tutte le filiali locali europee, ha però un sapore inglese perché l’idea e la produzione fanno capo alla sede londinese ed è una spy story — protagonista Mark Strong — in cui terrorismo, multinazionali e governi si fondono in una polveriera esplosiva. Fox International sta intensificando a tutti i livelli gli sforzi produttivi perché produrre direttamente è l’unica strada per disporre interamente dei diritti di un prodotto e per meglio localizzarsi sui mercati in cui è presente con i suoi canali.

Fonte: Prima Comunicazione