Statuto approvato dall’Assemblea Ordinaria dell’8/06/2016

STATUTO

della

“APT – Associazione Produttori Televisivi”

TITOLO I – COSTITUZIONE, DENOMINAZIONE E SCOPI

Articolo 1 – Costituzione, sede e denominazione

E’ costituita, con durata illimitata, la “APT – Associazione Produttori Televisivi”.

L’Associazione, con sede legale in Roma, svolge la sua attività in tutto il territorio dello Stato; ha e potrà aprire propri uffici, delegazioni o rappresentanze in Italia ed all’Estero con l’approvazione del Comitato di Presidenza. L’APT è associato effettivo di Confindustria – Confederazione generale dell’industria italiana – secondo quanto previsto dall’art. 4 dello statuto confederale, con i diritti e gli obblighi conseguenti. Adotta il logo e gli altri segni distintivi, con possibilità di utilizzare l’acronimo “Confindustria” in abbinamento alla propria denominazione, assumendo così il ruolo di componente territoriale/nazionale di categoria del sistema della rappresentanza dell’industria italiana, quale definito dallo statuto della Confederazione stessa. In dipendenza di ciò essa acquisisce i diritti e gli obblighi conseguenti per sé e per i propri associati.

Partecipa, insieme a Confindustria e a tutti gli altri Associati della stessa, al processo di sviluppo della società italiana, contribuendo all’affermazione di un sistema imprenditoriale innovativo, internazionalizzato, sostenibile, capace di promuovere la crescita economica sociale civile e culturale del Paese.

L’Associazione adotta il Codice etico confederale e la Carta dei valori associativi, che costituiscono parte integrante del presente Statuto, ispirando ad essi le proprie modalità organizzative e i propri comportamenti ed impegnando gli associati alla loro osservanza.

Su delibera del Comitato di Presidenza, l’Associazione può aderire ad organizzazioni ed enti nazionali, comunitari ed internazionali.

Articolo 2 – Scopi/Attività istituzionali

L’Associazione, esclusa ogni finalità di lucro, con carattere di assoluta apartiticità e nel rispetto dei principi del mercato e della libera concorrenza, ispirandosi anche alla Direttiva n. 2010/13/UE, ha lo scopo di:

a) rappresentare gli Associati nei confronti delle Autorità, degli utilizzatori del prodotto audiovisivo, delle emittenti televisive/dei fornitori di servizi di comunicazione elettronica (pubblici, privati, regionali, ecc.), dei concessionari per la raccolta pubblicitaria e dei terzi, tutelandone gli interessi generali e favorendone lo sviluppo organizzativo, tecnico ed economico; rappresentare in particolare, le esigenze della categoria in occasione della formulazione di leggi afferenti alla categoria stessa;

b) studiare e risolvere tutti i problemi organizzativi, economici, tecnici, giuridici e sociali che interessano la categoria e gli associati, con particolare riferimento ai produttori indipendenti;

c) stipulare appositi accordi con la SIAE al fine di raccogliere, per conto delle proprie associate, il compenso dovuto per la riproduzione privata di opere audiovisive di cui all’articolo 71 septies della Legge 22 aprile 1941, n. 633, e provvedere, poi, alla gestione delle relative somme, compresa la loro distribuzione tra tutti gli aventi diritto;

d) stipulare accordi economici e/o associativi con altre categorie industriali e commerciali nazionali e straniere. In ogni caso, l’Associazione si astiene dall’adottare qualunque atto, anche se privo di carattere formale vincolante, che sia idoneo ad influenzare le condotte commerciali delle imprese associate in modo da alterare il gioco della concorrenza;

e) stipulare gli accordi economici, i contratti di lavoro ed i patti sindacali che riguardano la categoria rappresentata;

f) promuovere ed attuare le iniziative tendenti ad: (i) assicurare l’incremento della produzione televisiva ed audiovisiva in genere; (ii) ammodernare il rapporto con i grandi distributori per valorizzare il prodotto audiovisivo e anche la sua diffusione internazionale; (iii) adeguare la regolamentazione nazionale nel settore televisivo al contesto europeo; (iv) avvicinare la produzione televisiva al mercato di consumo e pubblicitario.

g) ideare, promuovere, sviluppare ed organizzare manifestazioni relative al settore audiovisivo in genere;

h) raccogliere ed elaborare elementi, notizie e dati statistici relativi all’attività della categoria;

i) svolgere opera di propaganda per la diffusione dei programmi televisivi ed audiovisivi in Italia e all’estero, con particolare riferimento ai rapporti con le emittenti televisive;

l) proporsi come arbitro per dirimere controversie nel settore di attività degli associati;

m) prestare la propria assistenza sia alla promozione di iniziative che allo sviluppo ed organizzazione di manifestazioni, la cui realizzazione sia utile ai fini della valorizzazione dell’attività della categoria in Italia ed all’Estero, con particolare riferimento ai contratti con gli equivalenti organismi dei Paesi della UE, eventualmente promuovendone la costituzione, onde conseguire il coordinamento e la integrazione delle attività imprenditoriali;

n) partecipare, in qualità di associata, alla costituzione di altre associazioni di categoria, a confederazioni o ad unioni del settore, o aderire alle medesime per il migliore raggiungimento degli scopi associativi;

o) svolgere attività di natura commerciale, nonché costituire o partecipare società di persone o di capitali, solo se strumentalmente finalizzate alla migliore realizzazione degli scopi statutari;

p) organizzare ed assicurare il funzionamento dei servizi comuni di assistenza e consulenza fiscale, legale, tecnica agli Associati, per le pubbliche relazioni e per la stampa.

q) organizzare corsi di formazione professionale;

r) in ragione della propria adesione a Confindustria, perseguire con indipendenza e autonomia, nel rispetto delle norme e dei principi organizzativi generali, gli scopi di Confindustria stessa indicati all’articolo 3 dello statuto confederale, nonché assicurare le specifiche prestazioni di competenza in base al relativo regolamento confederale.

I servizi di cui sopra potranno essere prestati, in tutto o in parte, a favore di eventuali altre organizzazioni ed organismi operanti nel settore televisivo ed audiovisivo che ne facessero richiesta salva valutazione di convenienza da parte del Consiglio Direttivo.

TITOLO II – ASSOCIATI

Articolo 3 – Perimetro della rappresentanza

Possono far parte dell’Associazione le imprese che svolgono abitualmente e professionalmente la loro attività in ogni settore della produzione televisiva ed audiovisiva in genere – ivi compresa la fiction, l’intrattenimento leggero, il documentario e l’animazione – e che posseggano i requisiti di idoneità commerciale, tecnica e finanziaria secondo i normali criteri di gestione imprenditoriale.

Non possono far parte della Associazione le persone fisiche o giuridiche che svolgono attività di diffusione televisiva, né di raccolta pubblicitaria nell’interesse di detti soggetti.

Articolo 4 – Ammissione/Rapporto Associativo

Per aderire all’APT è necessaria una formale domanda indirizzata al Presidente.

L’ammissione all’Associazione come associato può essere richiesta da ogni impresa che soddisfi i requisiti di cui all’articolo 3 e che sia presentata da almeno 3 (tre) associati in regola con il pagamento dei contributi associativi. La domanda di ammissione come associato deve essere accompagnata da idonea documentazione che attesti l’esercizio continuativo dell’attività di impresa nel settore della produzione audiovisiva per il triennio precedente alla domanda di ammissione. Le imprese che non sono nella condizione di poter documentare l’esercizio dell’impresa per il triennio precedente alla domanda di ammissione, devono essere presentate da almeno 5 (cinque) associati in regola con il pagamento dei contributi associativi.

Sulle domande di ammissione, accertata l’esistenza dei requisiti di cui all’art. 3 e tenuto conto della finalità della Associazione, decide il Comitato di Presidenza. La delibera del Comitato di Presidenza di accettazione o di rifiuto della domanda di ammissione viene comunicata, via email o attraverso il sito istituzionale dell’Associazione, entro 10 (dieci) giorni dalla adozione della medesima delibera e può essere impugnata, con ricorso ai Probiviri, entro il termine perentorio di 30 (trenta) giorni dalla ricezione della relativa comunicazione. Il ricorso non sospende l’efficacia della relativa delibera. Il cambio di ragione sociale o di denominazione sociale non estingue il rapporto associativo.

Articolo 5 – Diritti e doveri delle imprese associate

Gli associati hanno il diritto di ricevere tutte le prestazioni di rappresentanza, di tutela, di assistenza, di informazione e di consulenza poste in essere dall’Associazione, nonché quelle derivanti dall’appartenenza al Sistema Confederale.

Gli associati hanno, inoltre, il diritto di partecipazione, di intervento e di elettorato attivo negli organi associativi, purché in regola con gli obblighi statutari.

Tutte le imprese associate hanno il diritto di avere attestata la partecipazione al Sistema Confederale.

L’adesione all’Associazione comporta l’obbligo di rispettare le norme del presente Statuto, le delibere assunte dagli organi dell’Associazione ai sensi dei successivi articoli e i principi di riferimento del Sistema confederale.

L’impresa associata ha il dovere di rispettare il Codice Etico confederale e la Carta dei valori associativi. Le imprese associate hanno, inoltre, l’obbligo di attenersi ai comportamenti dovuti in conseguenza della loro appartenenza al Sistema confederale ed in particolare:

di partecipare attivamente alla vita associativa;

di versare la quota di ammissione e i contributi sociali;

di non fare contemporaneamente parte di associazioni aderenti ad organizzazioni diverse dalla Confindustria e costituite per analoghi scopi;

di fornire all’Associazione, nei modi e nei tempi richiesti, i dati e i documenti necessari all’aggiornamento del Registro delle imprese o comunque utili per il raggiungimento degli scopi statutari.

Le imprese associate si impegnano altresì a esercitare la loro attività secondo principi di deontologia professionale ed imprenditoriale e in maniera tale da non ledere l’immagine della categoria.

Le imprese associate contribuiscono a finanziare il sistema confederale in base alle disposizioni dello statuto di Confindustria.

L’adesione all’Associazione ha la durata di un biennio e si intende tacitamente rinnovata di biennio in biennio se non viene disdetta con lettera raccomandata, almeno 3 (tre) mesi prima di ogni scadenza.

Articolo 6 – Sanzioni

L’associato inadempiente agli obblighi sociali, che non si conformi alle deliberazioni dei competenti organi dell’Associazione o che ponga in essere comportamenti o attività o effettui pubbliche dichiarazioni in contrasto con le finalità e con l’azione dell’Associazione e/o volte a screditare l’Associazione e/o le iniziative dalla stessa assunte, è passibile, a seconda della gravità dei casi, delle seguenti sanzioni, che potranno anche essere rese pubbliche dall’Associazione:

richiamo;

censura scritta e motivata;

sospensione del diritto di partecipare all’assemblea per un periodo di tempo non superiore a un anno;

decadenza degli esponenti che ricoprono cariche negli organi associativi;

sospensione del diritto alle prestazioni effettuate dall’Associazione;

esclusione nel caso di grave inadempimento agli obblighi associativi o di ripetuta morosità.

Sono riservati all’Associazione ogni diritto ed azione a tutela degli interessi di categoria.

Organo competente per le decisioni relative all‘applicazione delle sanzioni suddette è il Consiglio Direttivo, il quale si pronuncia su proposta del Comitato di Presidenza.

Contro le decisioni del Consiglio Direttivo è ammesso il ricorso ai Probiviri.

Tale ricorso deve proporsi con lettera raccomandata da inviarsi ai Probiviri entro il termine perentorio di giorni 45 (quarantacinque) dalla ricezione della comunicazione della decisione del Consiglio Direttivo. Il ricorso non sospende la decisione del Consiglio Direttivo.

Articolo 7 – Cessazione della condizione di associato

La qualità di associato si perde automaticamente, previo accertamento del Consiglio Direttivo:

a) per perdita di uno dei requisiti in base ai quali la domanda di iscrizione è stata accettata, nonché in caso di cessazione dell’attività o di dichiarazione di fallimento;

b) per esclusione;

c) per l’accertamento di circostanze tali che, se conosciute all’atto dell’ammissione, avrebbero escluso l’ammissione stessa;

d) per recesso volontario dell’impresa;

e) per recesso per modifiche statutarie.

La perdita della qualità di associato comporta l’obbligo di saldare il pagamento di eventuali contributi ancora dovuti.

La cessazione della condizione di associato determina la decadenza automatica da parte dei rispettivi rappresentanti dalle cariche associative e da eventuali altri incarichi.

TITOLO III: ORGANIZZAZIONE ASSOCIATIVI

Articolo 8 – Gli organi associativi

Sono organi dell’Associazione:

a) l’Assemblea

b) il Consiglio Direttivo

c) il Comitato di Presidenza

d) il Presidente e i Vice Presidenti

e) gli Organi di Controllo: Probiviri e Revisori contabilif) il Tesoriere

Articolo 8 bis – Disposizioni generali sulle cariche associative, votazioni e candidature

Le cariche associative sono riservate ai rappresentanti delle imprese associate che abbiano una responsabilità aziendale di grado rilevante (non richiesta per gli organi consultivi e di controllo). Per rappresentanti si intendono: il titolare, il legale rappresentante quale risulta dal Registro Imprese, un suo delegato formalmente designato e scelto tra i procuratori generali ad negotia che siano membri del Consiglio di amministrazione o Direttori Generali. Sono altresì considerati rappresentanti dell’impresa amministratori, institori e dirigenti dell’impresa, muniti di specifica procura.

Le cariche associative sono sempre gratuite, salvo eventualmente per la carica del Presidente. Tuttavia, possono essere previsti degli emolumenti per i Revisori contabili e il rimborso delle spese vive per i Probiviri.

L’elezione a cariche associative avviene a scrutinio segreto. Il numero di candidati deve essere superiore a quello delle persone da eleggere. Inoltre, i votanti possono esprimere un numero di preferenze non superiore ai 2/3 delle persone da eleggere, laddove queste siano almeno pari a 3. Nel caso di parità di preferenze nelle votazioni, si procede a ballottaggio nella stessa riunione o nelle successive convocate dal Presidente. Vi è incompatibilità assoluta tra le cariche associative e le cariche politiche.

E’ prevista la decadenza automatica delle cariche associative nei casi di perdita dei requisiti soggettivi previsti per l’assunzione delle stesse e di un numero elevato di assenze ingiustificate: ossia 3 consecutive oppure più della metà delle riunioni in un anno. I componenti dichiarati decaduti non possono essere immediatamente rieletti. Si intendono rivestite per l’intera durata del mandato le cariche che siano state ricoperte per un termine superiore alla metà del mandato stesso.

Articolo 9 – Riunioni dell’Assemblea

L’Assemblea Generale degli associati si riunisce in via ordinaria una volta l’anno entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio ed in via straordinaria quando la convocazione sia decisa dal Presidente o dal Consiglio Direttivo, o ne sia fatta richiesta motivata da almeno un quarto dei voti assembleari totali.

Articolo 10 – Competenze dell’Assemblea

All’Assemblea competono i seguenti poteri:

a) eleggere, ogni biennio pari, su proposta del Consiglio Direttivo, il Presidente e i Vice Presidenti e il membro nominato dal Presidente;

b) eleggere, ogni biennio dispari, i membri del Consiglio Direttivo di cui all’art. 17 tra gli Associati;

c) esaminare ed approvare gli indirizzi generali e il programma di attività del Presidente;

d) ratificare le quote di ammissione, i contributi sociali annuali ed eventualmente i contributi straordinari;

e) approvare i bilanci preventivi e consuntivi dell’Associazione presentati dal Consiglio Direttivo;

f) eleggere, ogni quadriennio pari, i Probiviri e i Revisori contabili secondo le rilevanti disposizioni rispettivamente applicabili;

g) deliberare, su proposta del Consiglio Direttivo, le modifiche allo Statuto;

h) deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la nomina dei liquidatori;

i) deliberare su ogni altro argomento ad essa sottoposto dal Consiglio Direttivo, dal Comitato di Presidenza e dal Presidenza.

Articolo 11 – Convocazione dell’Assemblea

La convocazione dell’Assemblea è fatta dal Presidente o, in caso di sua impossibilità, da un VicePresidente, a mezzo telegramma, email o fax  almeno 15 (quindici) giorni prima di quello fissato per l’Assemblea. La convocazione deve contenere l’indicazione del luogo, giorno ed ora della riunione e la puntuale elencazione degli argomenti da trattare.

In casi d’urgenza tale termine può essere ridotto dal Presidente o da un Vice Presidente al massimo a  10 (dieci) giorni prima. L’ordine del giorno può essere integrato in assemblea con la richiesta di almeno un quarto dei voti assembleari totali.

Le deliberazioni vengono trascritte in apposito verbale sottoscritto dal Presidente o, in caso di sua impossibilità, da un Vice Presidente e dal Direttore Generale. Al riguardo, all’inizio di ogni riunione assembleare il Presidente designa tra i presenti un segretario verbalizzante e, laddove necessario, due scrutatori. I verbali sono a disposizione degli associati.

Articolo 12 – Costituzione dell’Assemblea

L’Assemblea è composta dai rappresentanti dei soci effettivi in regola con gli obblighi statutari e con il versamento dei contributi dell’anno precedente, che può essere effettuato sino al giorno stesso dell’Assemblea. L’Assemblea è validamente costituita quando siano presenti o rappresentati per delega tanti associati che rappresentino almeno il 50% dei voti assembleari totali.

In seconda convocazione o comunque, trascorsa un’ora dalla prima convocazione, l’Assemblea è valida qualunque sia il numero dei voti spettanti alle imprese presenti.

I soci intervengono in Assemblea direttamente o attraverso propri rappresentanti anche non in possesso dei requisiti di responsabilità aziendale di grado rilevante necessari per l’accesso alle cariche direttive ma muniti di apposita delega a firma del legale rappresentante.

Ciascun Associato potrà essere portatore di non più di una delega, salvo il caso che deleganti e delegato appartengano allo stesso gruppo societario.

I Soci morosi non possono ricevere delega da altro socio in regola a partecipare, possono comunque partecipare ai lavori assembleari, ma senza diritto di voto e intervento.

All’atto della convocazione, la Segreteria indicherà a ciascun associato non in regola con i pagamenti la sua situazione amministrativa.

Articolo 13 – Deliberazioni dell’Assemblea

Il sistema di  votazioni è adottato discrezionalmente dal Presidente tra  alzata di mano, appello nominale e scrutinio segreto. E’ obbligatorio il ricorso allo scrutinio segreto per le nomine e le deliberazioni su persone. Può essere adottato lo scrutinio segreto anche qualora venga richiesto da almeno un quarto dei voti assembleari.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza semplice dei voti (ossia, la metà più uno dei voti presenti senza tenere conto degli astenuti o delle schede bianche nelle votazioni segrete)

I voti sono attribuiti in ragione di un voto per ogni associato, in regola con i contributi ordinari e straordinari, che nell’anno precedente abbia corrisposto la quota associativa.

Articolo 14 – Composizione Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo, nominato ogni biennio dispari, è composto da  otto a quindici membri con voto deliberante, di cui: (i) i componenti di diritto, ossia il Presidente e i Vice Presidenti; (ii) 1 componente nominato dal Presidente; (iii) i rimanenti componenti eletti  dall’Assemblea.

In apertura dell’Assemblea chiamata ad eleggere un nuovo Consiglio Direttivo ai sensi dell’articolo 11), punto b), il Presidente  propone all’Assemblea il numero di Consiglieri che andrà a formare il nuovo Consiglio Direttivo e nomina il membro di sua competenza. I membri di competenza dell’Assemblea sono eletti a scrutinio segreto e la votazione avviene tramite liste aperte o con un numero definito di candidati superiore alle persone da eleggere. In ogni caso, almeno il 55% dei seggi di competenza dell’Assemblea è riservato ai rappresentanti delle imprese associate appartenenti alla fascia contributiva più alta fra quelle previste dall’Associazione.

Ciascun votante ha a disposizione un numero di preferenze non superiore ai 2/3  delle persone da eleggere.

Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di nominare sino a due membri, anche non associati, scelti fra esperti giuridici e fiscali e della comunicazione, i quali partecipano alle sedute del Consiglio senza diritto di voto. Ciascun membro del Consiglio Direttivo non può restare in carica per più di otto anni allo stesso titolo.

Spetta al Consiglio Direttivo:

a) nominare la Commissione di designazione di cui al successivo articolo 22;

b) designare il Presidente e i Vice Presidenti;

c) eleggere parte dei membri del Comitato di Presidenza;

d) definire le direttive generali dell’azione associativa per eventuali accordi di carattere sindacale o tecnico-economico ed approvare i regolamenti interni;

e) approvare le modifiche statutarie da portare al voto dell’Assemblea;

f) attribuire a singoli Consiglieri, ad associati od a terzi non associati, determinate funzioni od incarichi da svolgere, secondo le indicazioni fornite da esso Consiglio;

g) curare il raggiungimento dei fini statutari in relazione agli interessi della categoria;

h) esaminare e trattare la soluzione di tutti i problemi riguardanti l’attività della categoria;

i) autorizzare la stipulazione degli accordi collettivi con altre categorie;

l) decidere in merito alle sanzioni di cui all’art. 7;

m) esaminare ed approvare i progetti di bilancio preventivo e consuntivo predisposti dal Comitato di Presidenza e presentarli all’Assemblea per l’approvazione;

n) esaminare ed approvare le proposte di delibere concernenti l’articolazione delle fasce contributive e la definizione dei corrispondenti importi dovuti a titolo di quote e contributi;

o) nominare a scrutinio segreto il Tesoriere della Associazione;

p) organizzare gli Uffici di consulenza e di servizi di interesse degli associati.

Il Consigliere che, senza giustificato motivo, non partecipi per tre volte consecutive alle riunioni del Consiglio, decade dalla carica.

Con la delibera che ne decreta la decadenza, il Consiglio Direttivo nomina, in sua sostituzione, il primo dei non eletti e, in caso di parità, colui la cui ammissione all’Associazione risulti anteriore, secondo le relative fasce contributive di appartenenza.

Articolo 15 – Convocazione e deliberazione del Consiglio Direttivo

II Consiglio Direttivo è convocato per iscritto, anche a mezzo fax o e-mail, dal Presidente, o, in caso di sua impossibilità, da un Vice-Presidente, ovvero su richiesta di almeno un quarto dei suoi componenti.

Il Consiglio deve essere convocato con un termine di preavviso di almeno 8 (otto) giorni dal giorno fissato per la riunione e, nei casi di particolare urgenza,  con un termine di preavviso di almeno 3 (tre) giorni.

L’avviso di convocazione deve contenere l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione, nonché l’elencazione degli argomenti da trattare.

Un quarto dei componenti può richiedere l’integrazione dell’ordine del giorno.

Alle riunioni del Consiglio Direttivo possono essere  invitati ad assistere i revisori contabili ed i Probiviri, con diritto di intervento su problematiche attinenti alle loro funzioni.

Il Consiglio Direttivo è validamente costituito quando sia presente la maggioranza dei Consiglieri in carica. La partecipazione al Consiglio Direttivo non è delegabile. È consentito ai Consiglieri di intervenire alle riunioni mediante mezzi di telecomunicazione.

Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente, ovvero in caso di sua impossibilità, da un VicePresidente. Ciascun membro del Consiglio Direttivo ha diritto ad un voto.Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti (ossia la metà più uno dei votanti, senza tenere conto degli astenuti o delle schede bianche nelle votazioni a scrutinio segreto); in caso di parità prevale il voto del Presidente.

Le deliberazioni concernenti persone sono adottate a scrutinio segreto.

Le deliberazioni del Consiglio Direttivo verranno trascritte in appositi verbali. Al riguardo, all’inizio di ogni riunione il Presidente designa tra i presenti un segretario verbalizzante e, laddove necessario, due scrutatori. Nel corso di ciascuna riunione viene approvato il verbale di quella precedente.

Il Consiglio Direttivo ha facoltà di delegare talune attività di propria competenza al Comitato di Presidenza, la cui convocazione potrà avvenire con un preavviso non inferiore a 2 (due) giorni, anche a mezzo fax.

Il Comitato di Presidenza dovrà relazionare in merito alla sua attività il Consiglio Direttivo nella sua prima riunione utile.

Il Presidente ha facoltà di invitare alle riunioni, in via permanente o volta per volta, singole persone, in ragione del contributo che possono dare.

II Consiglio Direttivo può delegare parte delle proprie funzioni a uno o più Gruppi di Lavoro composti dai membri del direttivo in carica, secondo le indicazioni del Consiglio Direttivo stesso.

Articolo 16 – Composizione e modalità di funzionamento del Comitato di Presidenza

Il Comitato di Presidenza è composto:

a) dal Presidente;

b) dai Vice Presidenti e dall’ultimo tra i precedenti Presidenti;

c) da un membro nominato dal Presidente con diritto di voto;

d) da un minimo di 1 ad un massimo di 3 componenti eletti dal Consiglio Direttivo. L’elezione dei membri da parte del Consiglio Direttivo, avviene a scrutinio segreto, su una lista di candidature in numero doppio al numero degli eligendi, predisposta dalla Commissione di designazione di cui all’articolo 22 che segue.

In ogni caso, ai rappresentanti delle imprese appartenenti alla fascia contributiva più elevata, tra quelle previste dall’Associazione, sono riservati: (i) 1 (uno) seggio, qualora i componenti da eleggere siano 1 o 2; (ii) 2 (due) seggi, qualora i componenti da eleggere siano 3.

Ogni membro del Consiglio Direttivo vota per non più di 2 candidati, di queste almeno il 50% delle preferenze dovranno essere attribuite ad associati che, nell’anno precedente, abbiano dichiarato l’appartenenza, ai fini del pagamento delle quote associative, alla fascia contributiva più alta. Almeno la metà dei candidati deve essere costituita da componenti del Consiglio Direttivo dell’Associazione. I componenti eletti che non facciano già parte del Consiglio Direttivo ne entrano a far parte.

I componenti del Comitato di Presidenza eletti dal Consiglio Direttivo durano in carica due anni e scadono in occasione dell’Assemblea ordinaria degli anni pari. Essi sono rieleggibili ma per non più di tre bienni consecutivi.

Per accedere al Comitato di Presidenza è necessario il completo e regolare inquadramento nel sistema confederale, ossia l’impresa di cui si è espressione deve essere iscritta alla componente di Confindustria situata nel luogo in cui tale impresa ha sede. Nel caso vengano a mancare uno o più componenti durante il biennio in carica essi sono sostituiti dal Consiglio Direttivo. I componenti così nominati rimangono in carica sino alla naturale scadenza del Comitato di Presidenza.

Il Comitato di Presidenza si riunisce su convocazione del Presidente, che lo presiede, almeno 6 (sei) volte l’anno o quando ne faccia richiesta almeno un quinto dei suoi componenti.

La convocazione è fatta mediante avviso scritto diramato a mezzo fax o posta elettronica almeno 15 (quindici) giorni prima di quello fissato per la riunione. In caso di urgenza, tale termine potrà essere ridotto a 8 (otto) giorni, a mezzo fax o posta elettronica.

L’avviso di convocazione deve contenere l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione e l’elencazione degli argomenti da trattare.

Un quarto dei componenti può richiedere l’integrazione dell’ordine del giorno.

Il Comitato di Presidenza è validamente costituito quando sia presente almeno un terzo dei componenti  in carica.

La partecipazione alle riunioni del Comitato di Presidenza non è delegabile.

Ciascun componente ha diritto ad un voto, e le deliberazioni sono prese a maggioranza dei  presenti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede.

I sistemi di votazione sono stabiliti da chi presiede, ma per quanto attiene la nomina e le deliberazioni relative a persone si adotta necessariamente lo scrutinio segreto, previa nomina di due scrutatori.

Il Presidente ha facoltà di invitare alle riunioni, in via permanente o volta per volta, singole persone, in ragione del contributo che possono dare. Nel corso di ciascuna riunione viene approvato il verbale di quella precedente.

Articolo 17 – Competenze del Comitato di Presidenza

Spetta al Comitato di Presidenza:

a) nell’ambito delle direttive dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo, stabilire l’azione a breve termine dell’Associazione e decidere i piani per l’azione a medio e lungo termine;

b) dirigere l’attività dell’Associazione nell’ambito delle direttive dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo e controllarne i risultati;

c) deliberare sulle questioni che gli vengano demandate dal Consiglio Direttivo;

d) deliberare sull’accoglimento delle domande di adesione;

e) deliberare sugli atti di gestione straordinaria;

f) nominare e sciogliere Commissioni, Gruppi di lavoro e Comitati Tecnici per determinati scopi e lavori;

g) eleggere, revocare e designare, a scrutinio segreto, i rappresentanti esterni dell’Associazione;

h) sovrintendere alla gestione del fondo comune e predisporre i bilanci consuntivi e preventivi ai fini delle successive deliberazioni del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea;

i) esercitare, in caso di urgenza, i poteri che spettano al Consiglio Direttivo, al quale deve però riferire nella sua prima riunione affinché ratifichi l’operato;

j) approvare, su proposta del Presidente, le direttive per la struttura e l’organico, necessarie per il funzionamento dell’Associazione;

k) approvare l’apertura di sedi secondarie ed uffici staccati dall’Associazione;i) esercitare gli altri compiti previsti dal presente statuto

l) nominare o revocare il Direttore dell’Associazione.

Articolo 18 – Il Presidente

Il Presidente è eletto dall’Assemblea ordinaria, su proposta del Consiglio Direttivo.

A tal fine, almeno 60 (sessanta) giorni prima della scadenza del mandato del Presidente in carica, il Consiglio Direttivo elegge, a scrutinio segreto, con voto limitato ai due terzi degli eligendi, una Commissione di designazione, composta da tre componenti scelti tra i rappresentanti degli associati all’APT che abbiano maturato una significativa esperienza di cariche associative e della quale non può far parte il Presidente in carica.

La Commissione ha il compito di esperire in via riservata la più ampia consultazione degli associati allo scopo di raccogliere proposte atte ad individuare uno o più candidati, che riscuotono il consenso della base.

La consultazione si svolge secondo i principi confederali e deve terminare entro 40 (quaranta) giorni dalle elezione della Commissione di Designazione. La Commissione gode di piena discrezionalità nell’individuazione delle proposte da sottoporre al voto del Consiglio Direttivo e deve comunque  sottoporre quelle candidature che risultino appoggiate per iscritto dal 15% dei voti assembleari.

Sulla base della relazione della Commissione, il Consiglio Direttivo, mediante votazione a scrutinio segreto, individua il nome di un candidato all’elezione da proporre all’Assemblea.

Per la designazione del candidato alla Presidenza è necessario il voto favorevole della maggioranza del Consiglio Direttivo, senza tenere conto delle schede bianche. Nel caso di mancato raggiungimento della maggioranza nella prima votazione, si devono ripetere le consultazioni. In caso di parità di voto tra i candidati alla Presidenza, si procede al ballottaggio nella stessa riunione o, se necessario, per tre volte in altre riunioni convocate in via d’urgenza dal Presidente. L’Assemblea elegge, a scrutinio segreto, il Presidente votando su tale proposta. Qualora la proposta venga respinta, va ripetuta la procedura di designazione.

Il Presidente dura in carica 2 (due) anni, scade in occasione dell’Assemblea ordinaria degli anni pari e può essere rieletto per un massimo di quattro anni consecutivi senza possibilità di ulteriori rielezioni. La carica di Presidente è incompatibile con ogni altro ruolo all’interno dell’Associazione.

La Commissione di Designazione ha inoltre il compito di presentare al Consiglio Direttivo la lista di cui all’articolo 17, comma 1, lettera d), prevedendo un numero di candidature doppio rispetto al numero dei componenti del Comitato di Presidenza da eleggere.

Articolo 19 – Competenze del Presidente

Il Presidente:

a) esercita, a tutti gli effetti, la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi ed in giudizio, con facoltà di agire e resistere in giudizio, nominando avvocati e procuratori alle liti;

b) dà esecuzione alle delibere degli organi associativi;

c) coordina le attività associative;

d) provvede all’amministrazione ordinaria e vigila sull’andamento associativo;

e) esercita, in caso di urgenza, i poteri del Comitato di Presidenza, salvo successiva ratifica;

f) può conferire deleghe per il compimento di singoli atti nell’ambito dell’ordinaria amministrazione;

g) adempie a tutte le altre funzioni previste dal presente statuto.

Il Presidente ha facoltà di cooptare fino a tre associati che, una volta cooptati, saranno membri del Comitato di Presidenza, senza diritto di voto, e ai quali il Presidente potrà attribuire specifiche deleghe operative, determinandone contenuto e limiti.

In caso di assenza o di impedimento, il Presidente è sostituito nelle sue funzioni dal Vice Presidente vicario, individuato nel più anziano in termini di età tra i Vice Presidenti. Il Vice Presidente vicario ne svolge temporaneamente le funzioni in attesa che venga completato l’iter procedurale per l’elezione del nuovo Presidente. In tal caso la Commissione di designazione deve insediarsi nei 30 giorni successivi. Il Presidente subentrante porta a termine il mandato in corso e può essere rieletto se ha ricoperto meno della metà del mandato.

Il Presidente nomina un membro del Comitato di Presidenza con diritto di voto di cui all’articolo 20, comma c).

Venendo a mancare il Presidente, l’Assemblea per la nuova elezione deve essere tenuta entro sei mesi ed il Presidente eletto dura in carica sino all’Assemblea ordinaria nella quale sarebbe scaduto il suo predecessore.

Articolo 20 – Realizzazione programma e Vice Presidenti

Nella realizzazione del programma biennale di attività, nella conduzione e nella rappresentanza dell’Associazione, il Presidente è affiancato da un numero variabile di Vice Presidenti fino ad un massimo di 3.

A tal fine, in una riunione successiva a quella di designazione ed antecedente all’Assemblea chiamata all’elezione, il Presidente designato presenta al Consiglio Direttivo gli indirizzi generali per il proprio mandato, il programma di attività per il biennio e propone i nomi dei Vice Presidenti.

Il Consiglio Direttivo vota il programma e la proposta concernente i Vice Presidenti per la successiva deliberazione da parte dell’Assemblea.

L’Assemblea vota contestualmente il programma e la proposta concernente i Vice Presidenti e le relative deleghe affidate.

Tali deleghe potranno riguardare l’approfondimento di temi, la risoluzione di problemi, nonché l’attuazione dei programmi relativi alle aree di attività di interesse associativo.

I Vice Presidenti durano in carica due anni e scadono contemporaneamente al Presidente; in caso di sua cessazione per motivo diverso dalla scadenza, essi decadono con la nomina del successore.

Essi sono rieleggibili per non più di due bienni successivi a quello della prima elezione. Ulteriori rielezioni sono ammesse dopo che sia trascorso un intervallo di tempo pari almeno ad un biennio.

Nel caso che vengano a mancare durante il biennio di carica, essi sono sostituiti, su  proposta del Presidente, dal Consiglio Direttivo e rimangono in carica sino alla scadenza del Presidente.

Articolo 21 – Il Tesoriere

Il Tesoriere cura l’amministrazione dell’Associazione e ha la responsabilità della corretta gestione dei libri contabili.

Il Tesoriere si incarica delle riscossioni e dei pagamenti, previo mandato del Consiglio Direttivo.

Articolo 22 – Il Direttore Generale

Il Direttore Generale è nominato e revocato dal Comitato di Presidenza.

E’ responsabile del funzionamento della struttura interna e della gestione del personale dipendente, delle assunzioni, dei licenziamenti e delle politiche retributive, queste ultime nei limiti del bilancio preventivo approvato dal Comitato di Presidenza.

Dirige tutte le attività dell’Associazione e sovrintende insieme al Tesoriere alla gestione amministrativa e finanziaria, predispone la bozza di bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre all’approvazione degli organi. Il Direttore Generale partecipa alle riunioni degli Organi svolgendo le funzioni di Segretario.

TITOLO IV: PATRIMONIO ED ESERCIZI SOCIALI

Articolo 23 – Il Patrimonio

II patrimonio è costituito:

a) dai beni mobili ed immobili di proprietà dell’Associazione;

b) da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio;

c) da eventuali erogazioni, donazioni e lasciti.

Le entrate dell’Associazione sono costituite:

a) dalle quote e dai contributi associativi;

b) dall’utile derivante da manifestazioni e partecipazioni ad esse;

c) da ogni altra entrata che concorra ad incrementare l’attivo sociale.

Il responsabile amministrativo dell’Associazione è il Tesoriere.

Articolo 24 – Il Fondo comune

Il fondo comune rimane indivisibile per tutta la durata dell’Associazione e pertanto gli associati che, per qualsiasi motivo, cessino di farne parte prima del suo scioglimento, non possono avanzare alcuna pretesa di ripartizione ed assegnazione di quota a valere sul fondo medesimo.

In ogni caso, durante la vita dell’Associazione non possono essere distribuiti alle imprese associate, neanche in modo indiretto, eventuali utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale.

Articolo 25– Esercizi sociali e bilanci

L’esercizio finanziario chiude al 31 dicembre di ogni anno. Alla fine di ogni esercizio verranno predisposti dal Comitato di Presidenza il relativo bilancio consuntivo e quello preventivo del successivo esercizio, secondo lo schema predisposto da Confindustria ed in conformità a quanto previsto nell’apposito regolamento confederale. Il bilancio preventivo deve essere predisposto entro il primo trimestre dell’esercizio cui si riferisce. Il bilancio consuntivo è annuale e si riferisce al periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre. Esso viene adottato, con relativo piano dei conti, conformemente alle disposizioni regolamentari di Confindustria.

Il bilancio consuntivo è soggetto a revisione contabile da parte del Collegio dei Revisori Contabili.

Il bilancio consuntivo viene inviato puntualmente a Confindustria entro il termine da quest’ultima fissato.

TITOLO V: SCIOGLIMENTO E MODIFICHE STATUTARIE

Articolo 26

Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti delle imprese associate.

La devoluzione del patrimonio può avvenire a favore di altre organizzazioni con finalità analoghe, o ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo previsto dalla legge.

L’Assemblea provvederà alla nomina di uno o più liquidatori e delibererà in ordine alla liquidazione del patrimonio.

Per le deliberazioni relative a modifiche del presente Statuto, la convocazione dell’Assemblea può essere fatta a mezzo telegramma, email o fax, da inviare almeno 15 (quindici) giorni prima ed è necessaria la presenza diretta o per delega di tanti associati che rappresentino il 50% del totale dei voti ed il voto favorevole di almeno due terzi dei voti presenti o rappresentati. Hanno diritto di recesso le imprese associate che non hanno concorso alle deliberazioni di modifica dello statuto.

Il diritto di recesso è esercitato mediante lettera raccomandata che deve essere spedita entro 30 (trenta) giorni dall’avvenuta comunicazione della delibera che lo legittima. Il Comitato di Presidenza può deliberare il ricorso ad un referendum tra gli associati per approvare specifiche modifiche statutarie. La consultazione referendaria può avvenire anche tramite email.

TITOLO VI: CONTROVERSIE

Articolo 27 – Probiviri

L’Assemblea di ogni quadriennio pari elegge, a scrutinio segreto cinque Probiviri, i quali durano in carica quattro anni e sono rieleggibili senza limiti di mandato.

Ciascun socio può esprimere fino ad un massimo di tre preferenze nell’ambito di una lista che sia composta da un numero di candidati superiore ai seggi da ricoprire.

A tal fine, nel convocare l’Assemblea chiamata all’elezione, il Presidente invita gli associati a far pervenire per iscritto le candidature in tempo utile perché siano sottoposte alla votazione.

Alla carica di Proboviro possono essere candidate anche persone che non abbiano una rilevante responsabilità aziendale.

La carica di Proboviro è incompatibile con ogni altra carica interna all’Associazione, nonché con la carica di Presidente o di Proboviro di un’altra organizzazione confederata e/o di Confindustria.

E’ richiesto il parere obbligatorio, ma non vincolante, dei Probiviri sui candidati a cariche direttive associative o ad incarichi di rappresentanza esterna.

Spetta ai Probiviri, anche su istanza di una sola delle parti, la risoluzione delle controversie di qualunque natura, che non si siano potute definire bonariamente,  insorte tra le imprese associate e tra le imprese associate e l’APT.

A tal fine, per la costituzione del collegio arbitrale chiamato alla risoluzione della controversia, ciascuna parte interessata provvede alla nomina di un Proboviro di sua fiducia, scelto tra i Probiviri eletti dall’Assemblea.

Il Presidente del predetto collegio è scelto tra i Probiviri con l’accordo dei due Probiviri nominati dalle parti. In caso di dissenso, la nomina sarà richiesta dai due Probiviri già nominati al Presidente del Tribunale di Roma che provvederà alla scelta, sempre tra i Probiviri eletti dall’Assemblea.

Il Presidente del collegio arbitrale ed i singoli Probiviri sono tenuti a dichiarare per iscritto che non ricorre alcuna delle fattispecie di incompatibilità previste dagli artt. 51 e 52 del Codice di procedura civile, dal Codice etico e dalla Carta dei valori associativi.

Il collegio arbitrale stabilisce, di volta in volta, le regole procedurali ed i mezzi istruttori da adottare per risolvere la controversia sotto giudizio, tenendo anche presenti i criteri procedurali fissati nel regolamento confederale.

Il collegio arbitrale giudica secondo equità e le sue decisioni hanno natura di arbitrato irrituale.

Il lodo deve essere deliberato a maggioranza di voti entro 60 (sessanta) giorni dalla data in cui il collegio si è costituito e ha avviato l’esame della controversia; tale termine è prorogabile fino ad un massimo di ulteriori 30 (trenta) giorni.

Il lodo deve essere comunicato alle parti interessate e al Presidente dell’Associazione entro 5 (cinque) giorni dalla data della deliberazione. Il lodo è inappellabile, fatto salvo l’appello ai Probiviri di Confindustria.

In ogni caso il collegio arbitrale costituito comunica ai Probiviri confederali la controversia ad esso demandata; a tale riguardo, il Collegio dei Probiviri della Confederazione, di propria iniziativa o su richiesta del collegio arbitrale può fornire elementi di orientamento per la risoluzione delle controversie stesse.

L’interpretazione del presente statuto, del Codice etico, nonché di ogni altra norma regolativa dell’Associazione è di esclusiva competenza dei Probiviri.

Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 7, la decadenza dalle cariche può essere disposta, oltre che dagli organismi che hanno proceduto alle designazioni e alle nomine, dai Probiviri per gravi motivi, tali da rendere incompatibile la permanenza nelle cariche stesse.

Per tutti i casi di cui ai precedenti commi nei quali non sussista una controversia, i Probiviri eletti dall’Assemblea designano, all’inizio di ogni anno solare e a maggioranza tra loro, tre Probiviri  delegati ad assolvere funzioni interpretative e/o disciplinari.

L’esame di eventuali controversie connesse alle attribuzioni di cui al precedente comma, escludendo quelle disciplinari, spetta ai restanti due Probiviri eletti dall’Assemblea, convocati in collegio speciale.

I Probiviri si pronunciano, infine, in tutti gli altri casi previsti dal presente statuto e dai regolamenti di esecuzione, secondo le modalità e con gli effetti all’uopo stabiliti.

Articolo 28 – Collegio dei Revisori contabili

L’Assemblea ordinaria degli anni pari elegge, a scrutinio segreto, un Collegio di tre Revisori contabili effettivi, nonché 1 supplente, scegliendoli anche al di fuori dei rappresentanti dei soci dell’Associazione, in una lista di almeno 6 candidati.

A tal fine, in tempo utile per la votazione in Assemblea, il Presidente sollecita la richiesta delle candidature con comunicazione diretta a tutte le imprese associate.

Almeno un membro effettivo ed uno supplente devono essere scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori dei contabili istituito presso il Ministero della giustizia

La carica di revisore contabile è incompatibile con ogni altra carica interna all’Associazione.

Ciascun associato può votare per non più di due candidati. Alla carica di Revisore contabile possono essere candidate anche persone che non abbiano una rilevante responsabilità aziendale. Risultano eletti Revisori effettivi i tre candidati che ottengono il maggior numero di voti e supplenti i successivi candidati in ordine di numero di preferenze raccolte.

I componenti eletti scelgono nel loro ambito un Presidente.

I componenti il Collegio dei Revisori contabili durano in carica due anni, scadono in occasione dell’Assemblea ordinaria degli anni dispari e sono rieleggibili senza limiti di mandato.

Il Collegio dei Revisori contabili vigila sull’andamento della gestione economica e finanziaria e ne riferisce all’Assemblea con la relazione sui bilanci.

I Revisori contabili assistono alle riunioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo, se invitati, secondo l’ordine del giorno.

Qualora, per qualsiasi motivo, venga a mancare un Revisore effettivo il Revisore contabile supplente subentra a quelli effettivi in ordine al numero dei voti conseguiti; in caso di parità subentra quello più anziano di età.

Qualora, per qualsiasi motivo, venga a mancare il membro del collegio iscritto nel registro dei revisori contabili, subentra il Revisore contabile supplente iscritto anch’esso in detto registro.

Articolo 29

(Norma transitoria)

Fatto salvo quanto previsto dalle successive norme, il presente statuto entra in vigore il giorno 8 giugno 2016, data della sua approvazione da parte dell’Assemblea in seduta ordinaria. 

Articolo 30

(Norma di rinvio)

Per quanto non espressamente previsto, si rinvia allo statuto di Confindustria, ai relativi regolamenti di attuazione ed ai principi generali del sistema confederale.