Le dimissioni di Rizzo Nervo dal CdA Rai della scorsa settimana e l’appello del Presidente Garimberti al Premier Monti perchè intervenga sulla difficile situazione in cui versano i vertici dell’azienda continuano a far discutere e a trascinare dure polemiche delle due fazioni in causa. Da una parte c’è chi auspica in un intervento risolutore del Governo dall’altra chi difende la legittimità dell’attuale Cda Rai e non ritiene l’affare di competenza del Premier.

Le ultime in termini di tempo sono quelle dell’ex Ministro delle Comunicazioni Paolo Romani “Monti ha tante cose da fare, non è il caso che si occupi della Rai. Non è certo questa una priorità. Si può discutere sul numero eccessivo di consiglieri, nove, possono essere troppi o sul fatto che un presidente di garanzia, oggi, con una maggioranza così, qualche difficoltà per identificarlo c`è. Il Governo non può fare niente, è materia del Parlamento” e quelle di Giorgio Merlo (Pd), vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai: “Anche sulla Rai forse e’ opportuno che arrivi un semplice, ma rivoluzionario buon senso. Che la riforma sia necessaria e’ di tutta evidenza se si vuole dare certezza nella guida dell’azienda e garantire, al contempo, autonomia decisionale rispetto all’invadenza della politica. (…)  Ma credo sia anche opportuno sottolineare che e’ persin patetico invocare una sorta di Cln per rimuovere Lorenza Lei e Paolo Garimberti dal vertice di viale Mazzini. Anche la polemica, per essere credibile, e’ bene che sia misurata per non sconfinare nella ridicolaggine carnevalesca”.

Fonte: rielaborazione APT da ANSA