I sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConFsal stanno organizzando un “referendum” rivolto a tutti i lavoratori Rai per sfiduciare i vertici del servizio pubblico televisivo e stanno, a tal scopo,  attivando in questo mese punti di raccolta e presidi in tutte le sedi dell’azienda per consentire ai lavoratori di rispondere al quesito referendario.

L’esito della consultazione sara’ poi reso pubblico attraverso una conferenza stampa e sara’ consegnato al Ministro dell’Economia Tesoro e Finanze, (azionista unico della Rai).

I sindacati ricordano che i vertici aziendali ”hanno dimostrato di non avere alcuna sintonia con il tessuto aziendale, e che, anche se in alcuni casi provengono dalla stessa Rai, determinano il proprio agire in funzione di interessi che nulla hanno a che fare con la Rai e con la funzione di servizio pubblico.”

”Durante le recenti festivita’ – si legge ancora nella nota – si sono concretizzati i primi effetti del Piano di ‘risanamento’ dei vertici aziendali: la chiusura di Rai Corporation con il preavviso di licenziamento per 40 lavoratori della sede di New York, la chiusura degli uffici di corrispondenza di Mosca e Montevideo con ulteriori 8 licenziamenti, oltre alla chiusura di Rai internazionale con la difficolta’ di ricollocazione di 90 lavoratori. Questa e’ stata la risposta conflittuale dell’azienda all’enorme partecipazione allo sciopero del 22 dicembre. Cio’ conferma ancora una volta l’inadeguatezza dei vertici aziendali che, totalmente sordi alle proposte e alle proteste sindacali, proseguono nell’applicazione del Piano Industriale Masi 2010/2012, in pieno spregio della funzione di servizio pubblico della Rai”

Fonte: rielaborazione APT da