Il Parlamento Ue ha chiesto oggi l’esclusione della cultura e del settore audiovisivo dall’ambito di applicazione del nuovo accordo commerciale di libero scambio tra Ue e Usa, i cui negoziati inizieranno a giugno. La richiesta, sostenuta con decisione da Italia, Francia e Spagna, e’ arrivata tramite l’approvazione del paragrafo 11 di una risoluzione comune votata dalla sessione plenaria a Strasburgo. L’articolo 11 della risoluzione approvata dal Parlamento chiede che ”l’esclusione dei servizi culturali e audiovisivi, compresi quelli forniti online, sia dichiarata esplicitamente nel mandato negoziale”. E’ stata ”premiata la nostra battaglia”, ha commentato l’europarlamentare del Pd e membro della commissione cultura Silvia Costa. Questa, ha sottolineato, porta a casa ”un risultato che salva l’industria culturale europea dalla colonizzazione americana, e che e’ merito del lavoro fatto dagli eurodeputati Pd all’interno del gruppo S&d”. La posizione espressa oggi da Strasburgo viene perorata anche da quindici Stati membri: Italia, Francia, Germania, Spagna, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Slovenia. I 15 hanno recentemente scritto una lettera alla Commissione Ue chiedendo proprio di applicare l’eccezione culturale. Con loro e’ sceso in campo pure il mondo delle cultura, in particolare quello del cinema: 80 registi, tra cui gente del calibro di Michael Haneke, Michel Hazanavicius, Pedro Almodovar, Mike Leigh, Ken Loach, i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne e Aki Kaurismaki, hanno infatti sottoscritto una petizione inviata a Bruxelles. Sull’altro versante i governi di Gran Bretagna e Olanda, che spingono per evitare al minimo le eccezioni nel campo di applicazione di un accordo che, cifre della Commissione, potrebbe valere fino allo 0,5% del Pil della Ue e 400 mila nuovi posti di lavoro.

Fonte: Ansa