Ue: la posizione dell’Italia sulla copia privata
5 giugno 2013

Ue: la posizione dell’Italia sulla copia privata

Il ministro agli Affari europei Moavero Milanesi, intervenendo al Consiglio Competitività di Bruxelles sulla riforma del diritto d’autore avviata dalla Commissione Ue, ha dichiarato che “la normativa italiana è in linea con le raccomandazioni riguardanti la copia privata e la riproduzione”. Su questo tema, il Commissario Ue per il Mercato interno Michel Barnier aveva incaricato Antonio Vitorino di elaborare una serie di raccomandazioni, che sono state presentate lo scorso gennaio. Le raccomandazioni proposte da Vitorino invitano gli Stati membri a un’armonizzazione dei prelievi, nonché a prevedere sostegni agli investimenti e agli sforzi creativi degli aventi diritto. Ma a Bruxelles si è verificata una spaccatura: da una parte Francia e Belgio, intenzionati a preservare l’eccezione culturale e contrari a riforme non strettamente indispensabili, dall’altra Irlanda, Regno Unito, Cipro, Lussemburgo, Malta e Spagna, che sono favorevoli. Per quanto riguarda l’Italia, il Ministro per gli Affari europei ha sottolineato che, quanto all’eccezione per la copia privata, l’articolo 5 della Direttiva 2001/29/CE è “sufficientemente chiaro e flessibile”, garantisce un “buon margine d’interpretazione” ed è “coerente con la giurisprudenza della Corte di Giustizia fino a oggi diffusa”. Moavero Milanesi ha quindi precisato che per l’Italia “possano essere intraprese delle azioni, a livello nazionale ed europeo, utili ad attuare le raccomandazioni, specie in quei Paesi che se ne distaccano e noi, per una volta, non siamo tra questi”. Quanto al progetto di modifica della Direttiva nella parte riguardante la gestione collettiva dei diritti d’autore, il ministro ha spiegato che “potrebbero crearsi elementi di discriminazione tra società di gestione collettiva dei diritti d’autore di tipo tradizionale e altre tipologie di enti, pur sempre imprese, che svolgono gli stessi compiti su base commerciale”. Moavero Milanesi ha quindi chiesto alla Commissione “una specifica attenzione su questo punto”, per evitare “trattamenti differenziati per prestazioni equivalenti da parte di entità formalmente diversi, ma sostanzialmente in competizione tra loro sul mercato”.

(fonte: key4biz.it)