Per la televisione italiana quello che va a chiudersi è sostanzialmente un buon anno. La querelle fra Vivendi e Mediaset ha tenuto (e tiene) banco, ma il sistema televisivo nel suo complesso – com- plici anche gli eventi sportivi (Europei di calcio e Olimpiadi) e il maggior gettito del canone Rai – a fine 2016 metterà a bilancio 404 milioni di euro di ricavi in più, arrivando a sfiorare gli 8 miliardi di euro. Continua u pagina 37 pA evidenziarlo è il Rapporto annuale di ITMedia Consulting che, nei fatti, mette nero su bianco le prime cifre si sintesi sull’anno dell’universo tv (chiamarlo piccolo schermo è ormai riduttivo) andando anche sulle previsioni per il 2017 e 2018. Previsioni, lo specifica il report, da prendere cum grano salis considerando la situazione attuale che vede protagonista Mediaset con Premium. Ma allo stato delle cose, le analisi econometriche dicono che ci sarà crescita, anche se molto inferiore al +6% messo a segno per il 2016. A conti fatti si parla di un +0,6%, indicativo più di una calma piatta che di altro. Ma tant’è. La notizia positiva è che nel 2016 i ricavi pubblicitari in primo luogo hanno mostrato un trend positivo con un incremento attorno al 6 per cento. Recessione e stagnazione sembrano dunque messi alle spalle da eventi sportivi, ma anche da una tv free in cui lo sbarco in grande stile di Sky (con Tv8, ma anche Cielo e Sky Tg 24) e di Discovery (Nove) ha portato acqua al mulino della raccolta pubblicitaria. Attenzione però: Mediaset fa la parte del leone e continuerà a farla pur scendendo, secondo le previsioni del Rapporto It Media Consulting, dal 57 al 55% fra 2016 e 2018. Ma gli altri player crescono. E la pubblicità ha raggiunto nel 2016, in generale, il 40% dei ricavi complessivi del sistema tv italiano. Come detto, però, è aumentato anche il gettito del canone, nonostante la riduzione della quota da 113,50 euro a 100 come previsto dalla legge di Bilancio dello scorso anno, compensata comunque ampiamente dal taglio all’evasione con il pagamento in bolletta elettrica. Nel complesso la crescita del canone è stata superiore al 9%, portando questa voce a rappresentare oltre il 22% del totale dei ricavi. Ulteriore notizia positiva è il +2% dei ricavi da servizi a pagamento. Un miglioramento, questo, frutto prevalentemente della crescita della broadband Tv e della presenza di nuovi servizi on demand, che siano in abbonamento (Svod) o pagati a seguito delle singole transazioni (Tvod). Entro il 2018 il servizio dovrebbe “conquistare” 1,6 milioni di famiglie. In questo quadro la piattaforma broadband raggiungerà, in termini di penetrazione, il 20% nel 2018 dal 12% del 2016. Per quanto riguarda la pay tv la fetta di gran lunga più consistente di ricavi continua a essere raccolta dalla piattaforma satellitare (77% nel 2016). A ogni modo la Tv free continuerà a essere prevalente. E anche se gli altri operatori cresceranno, per ora Sky, Rai e Mediaset continueranno a valere il 93% del totale mercato, con la media company di casa Murdoch primo player per risorse complessive, considerando abbonamenti, pubblicità e canone.

Fonte: Il Sole 24 Ore