12/07/2011 – Si è tenuta oggi, a Roma, La Tavola Rotonda “Il ruolo dell’industria dell’entertainment nello sviluppo economico del Lazio”, durante la quale è stata presentata la ricerca redatta da SRM “L’industria dell’entertainment: l’impatto nello sviluppo economico della regione Lazio”, che riporta in maniera esaustiva l’attuale situazione dell’industria dell’entertainment in Europa, in Italia e nel Lazio in particolare.

Per l’APT era presente alla Tavola Rotonda il membro del Comitato di Presidenza Mario Mauri il quale ha parlato delle attuali criticità del settore della fiction: “In Italia abbiamo due grandi editori del genere fiction, che come è ovvio sono la RAI e Mediaset. Nell’ambito di questo duopolio oggi i produttori di fiction vivono una situazione paradossale. Infatti, a fronte del successo costante del “prodotto fiction”, che negli anni si conferma il più seguito fra i generi televisivi, corrisponde, incomprensibilmente, un decremento degli investimenti da parte delle suddette emittenti. Se poi aggiungiamo che le ore di trasmissione annuali di fiction sono rimaste sostanzialmente inalterate ne possiamo dedurre che gli investimenti ridotti vanno a pesare direttamente sulle spalle del produttore. L’effetto di questa situazione paradossale è una progressiva delocalizzazione della produzioni televisive: i produttori vanno alla ricerca, anche all’estero, di condizioni produttive più agevoli ed economiche. Aggiungo che l’Italia non è priva di norme in materia, esiste, infatti, una legge che prevede che una quota del fatturato della Rai vada destinata alla produzione televisiva indipendente. Tuttavia il rispetto di tale quota non è ovvio: e se da una parte le autorità di controllo non ci sembra vigilino a sufficienza dall’altra è stata negata all’APT la possibilità di verificare di persona.” In merito al ruolo della Regione Mauri ha poi aggiunto: “La Regione Lazio può fare molto per il nostro settore e qualcosa sta già facendo: la bozza di legge regionale per il cinema e l’audiovisivo di recente approvazione è un passo in avanti. Vorremmo però che si vigilasse affinché i fondi previsti a sostegno delle produzioni non finiscano ancora nelle tasche delle emittenti invece che in quelle dei produttori, come in passato è avvenuto per gli introiti derivanti dal product placement.”