I telespettatori italiani hanno davanti a sé un anno senza reality show tradizionali come il Grande Fratello (che tornerà su Canale 5 a gennaio 2014) e L’Isola dei Famosi. In loro assenza, si moltiplicano i talent, in tutte le loro varianti: da X Factor a MasterChef, da Amici a Italias’s Got Talent fino a The Voice of Italy. Per Giancarlo Leone, direttore di Rai Uno, se è vero che il reality classico ha un po’ stancato il pubblico e che in alcuni casi i contenuti non si adattano perfettamente alla tv generalista, il problema vero è di tipo economico: “Costi strutturali difficili da giustificare in epoca di spending review”. D’altro canto, Leone non vede “l’equazione crisi sociale tv più morigerata. Semmai bisogna constatare un cambiamento di linguaggio. La crescita dei talent va in questa direzione e instaura un circuito più virtuoso”. Alessandro Salemè, direttore generale dei contenuti Mediaset, non crede a un tramonto del reality classico, ma pensa che andrebbe declinato “in modo più coinvolgente per i telespettatori”. Il ritorno del Grande Fratello, per esempio, avrà “una robusta preparazione web”, attraverso il quale “il pubblico potrà partecipare, suggerire persone da far entrare nella Casa, affezionarsi alle storie”. Diversa l’opinione di Andrea Scrosati, vicepresidente esecutivo cinema e intrattenimento di Sky: “Fino a qualche tempo fa era la telecamera a creare la realtà, accendendosi nella Casa o sull’Isola. Ora riprende e racconta, pur spettacolarizzandole, realtà preesistenti”. Di qui il successo dei docu-reality e, soprattutto, dei talent show che, secondo Scrosati, aiutano a recuperare il valore del sogno, ma “ancorato a elementi di concretezza”.

(fonte: il Giornale)

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