In Italia è tra i pochissimi prodotti che non temono la crisi. Dati alla mano. Già, perché le soap piacciono e sono seguitissime. Nonostante la crisi di «Centrovetrine», non per un fatto di ascolti quanto per questioni di produzione, le telenovelas made in Italy macinano consensi a go go. E numeri da capogiro.

La più longeva, nonché la prima ad essere interamente prodotta nel nostro Paese da uno staff italianissimo, è «Un Posto al Sole», che ogni sera alle 20.35 su Rai 3 incolla davanti allo schermo 17 milioni di telespettatori. E mica solo qui: in tutto il mondo. La soap infatti si conferma come il terzo programma più visto dopo le due reti ammiraglie nella combattutissima fascia dell’access prime time e ha conquistato le comunità italiane sparse nei quattro angoli della terra.

Buone notizie dunque per i fan dei protagonisti di Palazzo Palladini, cui è appena stato confermato il contratto fino al 2014: ancora due anni di girato, quindi, che corrispondono a 500 nuovi episodi. Davvero un ottimo risultato per la tv di Stato, che conferma di aver azzeccato cast, sceneggiatura e pubblico, in un contesto, peraltro, difficilissimo come quello napoletano.

Dopo 16 anni di successi, «Un Posto al Sole» continua a piacere e a giocarsi bene quel ruolo«sociale» che gli spetta: tanti i temi scottanti attualissimi, dalla camorra all’immigrazione, dall’omosessualità all’Hiv, dallo stalking al gioco d’azzardo.