Di tradizionale, in Sherlock c’è poco. Solo l’appartamento in Baker Street e quel po’ di parole che Arthur Conan Doyle pur non scrisse mai rendono possibile l’identificazione tra l’eroe letterario e il personaggio cui ha dato vita la Bbc. È questi un essere strambo, con la coppola calata sulla fronte e la mente, agile, annebbiata da deliri persecutori. Sherlock Holmes, così come è dipinto nell’omonima serie televisiva, è «un sociopatico ad altro rendimento». Una sorta di Rain Man , incline alle droghe quanto al ragionamento deduttivo. Benché stravolto così da rispondere ai canoni della modernità, è rimasto, però, un detective accompagnato nei propri lavori dal fido John Watson. Un ex soldato, affetto come l’amico da turbe e paturnie. La strana coppia, interpretata per la Bbc da Benedict Cumberbatch e Martin Freeman, pare lo specchio di una società alienante e alienata. Divisa tra bisogni umani e impulsi digitali. Della Londra che fu, non ha memoria. Il duo, strappato ai primi del Novecento e catapultato nel caos odierno, si muove nel presente. Tra strade e palazzi che sono nascondiglio di casi e persone solo parzialmente mutuati dalla letteratura di Sir Doyle. Nelle tre stagioni di cui si compone, Sherlock mischia il vero con il verosimile, innovando la materia storica con un rispetto tale da averne fatto un cult. La serie tv, creata nel 2010 dai padri putativi del Doctor Who , si è imposta come fenomeno internazionale. Facendo incetta di premi, plauso e livori. Il pubblico, che pur l’ha amata, mal ha digerito il fatto che la terza stagione sia terminata nel 2014 e l’esordio della quarta sia stato fissato al 2017. Tre anni di attesa sono in grado di smorzare gli entusiasmi dei fan più fieri, cui la Bbc ha dato, lo scorso anno, un contentino «speciale». Il network, preso dalla volontà di rendere dolce quel che dolce non è, ha prodotto un episodio extra di Sherlock , intitolato L’Abominevole Sposa . Uscito al cinema mesi e mesi fa, lo speciale debutta in esclusiva su Paramount Channel (canale 27 del dtt) alle 21:10 di questa sera, portando con sé stralci di epoche andate. A differenza della serie canonica, Sherlock e l’Abominevole Sposa è ambientato in epoca vittoriana e racconta di una giovane donna che, dichiarata morta, è vista uccidere uomini con indosso un abito nuziale. Il mistero, che pur ha poco a che vedere con i casi orditi da Doyle, si risolve in una sola puntata, facendosi preludio di quel che si vedrà il prossimo anno. La quarta stagione di Sherlock , al debutto nei primi mesi del 2017, tornerà ad essere ambientata nella Londra degli anni Duemila. Ma i meccanismi di cui farà sfoggio saranno gli stessi di questa sera. Gli stessi che hanno contribuito a rendere la serie un cult televisivo, regalando all’ Abominevole Sposa un Emmy come miglior film tv. Di cosa tratterà nel dettaglio Sherlock 4 è, però, difficile a dirsi. I produttori si sono prodigati così da mantenere il riserbo, limitandosi a dire che due dei 3 episodi previsti porteranno nel tran tran di Baker Street quel che Arthur Conan Doyle ha scritto davvero: L’avventura dei sei Napoleoni e L’avventura del detective morente .

Fonte: Libero