Netflix, leader mondiale nel settore dello streaming video (Svod), ha superato ancora una volta le attese del mercato. Nel primo trimestre il numero degli abbonati è salito di 7,4 milioni, con una crescita del 50% anno su anno, di cui 1,96 milioni negli Usa e 5,45 milioni nel resto del mondo, toccando il record di 125 milioni di utenti. Spinta dei risultati, Netflix ieri è stato premiato a Wall Street: a un’ora dalla chiusura il titolo era in rialzo di quasi il 10% a circa 335 dollari (la performance degli ultimi 12 mesi è intorno al 130%). Nonostante i livelli raggiunti, a parere degli analisti, l’azione ha potenzialità di ulteriore crescita Per esempio, gli specialisti di Raymond James hanno ribadito il giudizio outperform (performance superiore al mercato) con target price a 365 dollari. Nel report gli esperti mettono in evidenza che «Netflix continua a evidenziare una forte crescita a livello geografico, sia nei vecchi mercati, come l’America Latina, sia in quelli nuovi, come l’Asia. La combinazione di maggiori contenuti locali, aumento degli investimenti in marketing sui contenuti e partnership con i broadcaster suggeriscono che ci sono ancora ampi margini di espansione internazionale». La stima è di 20,4 miliardi di ricavi totali nel 2019, rispetto ai 16,1 miliardi del 2018. In sintesi i punti di forza del gruppo guidato da Reed Hastings sono la crescita degli abbonati a livello globale, la più ampia disponibilità di contenuti, il potenziale incremento dei margini reddituali e la possibilità di crescita a lungo termine dell’utile per azione e del free cash flow. Anche Michael Olson di Piper Jaffray ha ribadito il giudizio outperform, correggendo all’insù il prezzo obiettivo da 360 a 367 dollari, pur tenendo conto dei fattori di rischio che potrebbero ostacolare il futuro società californiana, come la maggiore competizione nel settore dello streaming video legata all’arrivo di nuovi operatori, l’ aumento del chum rate (il tasso di abbandono) da parte dei nuovi clienti e i costi crescenti per conquistarli. «Con il tema della regolamentazione che sta diventando la questione più importante per i cosiddetti titoli Fang (Facebook, Amazon, Netflix e Google, ndr), Netflix potrà risaltare come la società più neutrale a questo aspetto», ha messo invece in evidenza Todd Juengerdi Bernstein, che ha almo il prezzo obiettivo a 372 dollari. Grazie a un modello di business focalizzato sugli abbonati e agli investimenti in contenuti locali in quasi tutti i mercati, Netflix è infatti molto meno soggetta a rischi regolatori. Guardando nel dettaglio ai conti del primo, emerge che il gruppo di Los Gatos, che capitalizza a Wall Street quasi 147 miliardi di dollari, ha realizzato ricavi per 3,7 miliardi di dollari, in progresso del 40,4% rispetto allo stesso periodo del 2017. L’utile netto rettificato è stato di 0,67 dollari per azione, in linea con il consensus ma in forte aumento rispetto a un anno prima. Le previsioni per il trimestre in corso indicano un utile rettificato per azione di 79 centesimi, contro un consensus di 65 centesimi, e 3,93 miliardi di dollari di ricavi, leggermente superiori alle attese. Infine a livello di abbonati la società si aspetta 6,2 milioni di nuovi utenti (di cui 1,2 milioni negli Stati Uniti e 5 milioni all’estero), mentre il fatturato dovrebbe sfiorare i 4 miliardi di dollari a fronte di un utile di 358 milioni.

Fonte: Milano Finanza