Lotus Production (una società di Leone Film Group), con Rai Cinema e in associazione con 3 Marys entertainment, hanno predisposto un budget da 7,5 milioni di euro per il nuovo film di Gabriele Muccino, ‘A casa tutti bene’, in uscita il 14 febbraio in oltre 500 sale. Un investimento importante e non usuale per il cinema italiano, abituato a barcamenarsi con risorse molto più scarse. D’altronde la bella pellicola corale di Muccino (una sorta di Compagni di scuola di Carlo Verdone, ma 30 anni dopo), anche lui tornato a casa dopo i 12 anni negli Usa, ha raccolto un cast che da solo ha assorbito la gran parte dei costi: Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Gianfelice Imparato, Ivano Marescotti, Giulia Michelin, Sandra Milo, Giampaolo Morelli, Stefania Sandrel, Valeria Solarino e Gianmarco Tognazzi. In pratica, il 50% degli attori italiani. E, come anticipato dallo stesso Muccino, il film potrebbe pure diventare una serie tv. In effetti è questa l’ultima frontiera delle produzioni cinematografiche (vedere ad esempio quanto accaduto alla pellicola Immaturi, diventata una serie su Canale 5, o a Suburra, o a Gomorra), ovvero trovare dei soggetti che si prestino a brand extension seriali da provare a vendere sia ai grandi broadcaster televisivi, sia alle piattaforme in streaming tipo Netflix, Amazon Prime video o, prossimamente, Hulu. Per Muccino, come detto, è un ritorno a casa. I suoi film italiani, peraltro, non hanno mai deluso al botteghino: dai quasi 18 milioni di dollari de L’ultimo bacio (2001), ai quasi 13 milioni di dollari di Ricordati di me (2003), fino ai 13 milioni di dollari di Baciami ancora (2010). La sua avventura americana, invece, è partita col piede giusto nel 2006 con La ricerca della felicità (307 milioni di dollari di box office), e anche con Sette anime (2008) che ha incassato quasi 170 milioni di dollari. Poi è iniziata la crisi, con ‘Quello che so sull’amore ‘ (2010) a quota 31 milioni di dollari di botteghino, ‘Padri e figlie’ (2015) neppure distribuito nelle sale americane, e con un box office nel mondo da appena 5,6 milioni di dollari, e, infine, il deludente ‘L’estate addosso’ del 2016, che negli Usa ha incassato appena 35 mila dollari, e nel mondo circa 1,9 min. Espulso dal sistema hollywoodiano, Muccino (che comunque resta un regista da 570 milioni di dollari di box office, ovvero tra quelli italiani più importanti di sempre) torna probabilmente nel cinema che maneggia meglio: «E devo dire la verità: non ci sono grosse differenze tra produzioni da 7,5 milioni di euro o da 55 milioni di dollari. Tra girare a Singapore, San Francisco o Ischia. Si, certo, puoi permetterti attori internazionali molto ambiti. Ma per la produzione di ‘A casa tutti bene’ tutti hanno dato il massimo, e il cast non poteva essere migliore».

Fonte: Italia Oggi