L’ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement) l’accordo dedicato alla protezione degli IPR su beni, servizi e prodotti immateriali, dalle medicine fino al downloading illegale dalla rete negoziato tra Ue, Stati Uniti, Giappone, Canada, Nuova Zelanda, Australia, Singapore, Corea del Sud, Marocco, Messico e Svizzera sta incontrando lìopposizione di alcuni paesi europei che ne impedisce la ratifica.

In particolare: il Parlamento tedesco ha deciso qualche giorno fa di rinviare la decisione così come la Lituania, Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia. E proprio ieri l’Austria ha dichiarato che aspetterà il voto dell’Europarlamento, atteso per giugno.

Per l’insieme di questi motivi la Commissione Ue ha deciso di rivolgersi alla Corte di Giustizia per verificare se l’ACTA sia in linea con i diritti fondamentali della Ue, come la libertà d’espressione e d’informazione, il data protection e i diritti di proprietà intellettuale.

“Il rinvio consentirà alla Corte di Giustizia di chiarire in modo indipendente la legalità di questo Accordo.” ha dichiarato il Commissario Ue al Commercio, Karel De Gucht, aggiungendo che: “Il dibattito deve basarsi sui fatti e non sulle cattive informazioni o sui rumors che hanno dominato i social media e i blog nelle ultime settimane”

Il Commissario ha tuttavia tenuto a sottolineare quanto già chiarito in un documento chiarificatore della Ue: l’ACTA non sorveglia, né controlla le comunicazioni private su internet e non provocherà la censura di siti web.

Fonte: rielaborazione APT da Key4biz.it