L’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni, si  rivolto al governo Monti in vista dell’imminente scadenza dell’attuale Cda della tv pubblica: «Vorrei dire al governo di non prendere decisioni avventate e soprattutto di coinvolgere l’opposizione. Certo è che se rimarrà la legge attuale e ci sarà il nuovo Cda della Rai, per l’equilibrio tra maggioranza e opposizione il presidente va all’opposizione. Ricordo che la Lega è l’unico partito di opposizione».

Provocazione o meno la dichiarazione non ha tardato a produrre repliche polemiche:
“L’idea di affidare la Presidenza della Rai ad un esponente della Lega Nord è suggestiva ed interessante per un semplice motivo. Avremmo così la certezza che il vertice aziendale procede direttamente alla sua liquidazione attraverso il boicottaggio del canone da un lato e la privatizzazione del servizio pubblico dall’altro. Complimenti a chi ha fatto questa proposta e a chi la condivide”. Lo ha detto Giorgio Merlo, Pd, Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai.
Più moderata la reazione del segretario del PDL Angelino Alfano: “sul piano formale, logico e giuridico non fa una grinza”. E “per lo stesso motivo potevano ottenere la presidenza del Copasir, ma all’epoca si sollevò l’eccezione per cui la Lega ha ancora moltissime presidenze ad esempio di commissioni derivanti dall’essere stata forza di maggioranza. Io non la imposterei in termini di poltrone, ma di prodotto. La Rai si deve occupare più di prodotto che di poltrone e la rai dovrebbe mettere in campo delle professionalità in grado di sviluppare prodotti competitivi”.
Per L`Italia dei Valori si è espresso Leoluca Orlando: “La Lega poltrona fa la voce grossa solo quando vuole accaparrarsi posti di potere. Noi dell`IdV, che siamo l`unico partito che non ha accettato di sedersi al tavolo della lottizzazione del Cda, ribadiamo per l`ennesima volta che l`azienda pubblica deve essere riformata e liberata dalla morsa soffocante dei partiti”.

Fonte: rielaborazione APT da fonti varie