L’incontro di ieri fra il presidente del Consiglio Mario Monti e il Presidente RAI Paolo Garimberti, non ha mancato di suscitare le reazioni delle parti interessate al futuro della governance RAI, mai incerto come in questo momento.

“Se e’ necessaria una riforma della governance si deve affrontare in Parlamento.” Lo sostiene Paolo Romani ex Ministro delle comunicazioni, “Governo e Parlamento hanno ruoli e doveri ben definiti sul Servizio Pubblico, che vanno rispettati. Il Governo sottoscrive con l’Azienda il Contratto di Servizio, la vigilanza e’ in capo al Parlamento. Ogni discussione sulla Governance deve avere luogo in Parlamento”.

Fa eco a Romani un altro ex Ministro, Maurizio Gasparri: ”E’ giusto che chi ricopre ruoli di primo piano nella Rai si occupi delle prospettive future dell’azienda pubblica. Compreso il Tesoro, suo azionista. Bene gli incontri, bene il confronto ed un dibattito alla luce del sole sugli orizzonti del servizio pubblico. Purche’ si sappia che ci sono regole e norme che vanno tenute ben presente e che non possono essere in alcun modo aggirate. Ogni decisione relativa alla governance della Rai, ad una sua riforma, spetta al Parlamento, come piu’ volte affermato da numerose sentenze ed ordinanze della Corte Costituzionale. Al di fuori di questo contesto, ogni atto sarebbe incostituzionale. Il governo ha quindi un ruolo limitatissimo. D’altra parte, tra declassamenti, spread in continua oscillazione e Borse al ribasso ci sono ben altre priorita’ cui l’Esecutivo e’ chiamato a dare risposte con ben piu’ urgenza”.

Infine Giorgio Merlo, vicepresidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza: “E’ curioso il dibattito che si e’ aperto sulla riforma, o meno, della Rai. Tutti sanno che la riforma si fa in Parlamento. Come tutti sanno, Gasparri compreso, che il Governo non puo’ tacere per decreto sulla gestione della Rai. Semmai, tutti dovrebbero sapere che la riforma e’ indispensabile e necessaria non per soddisfare le esigenze di qualche partito ma, al contrario, perche’ e’ l’unico modo per rilanciare la credibilita’ e la prospettiva del servizio pubblico radiotelevisivo. E questo per non eliminare la Rai, che resta il disegno di chi la vuole prima commissariare e poi privatizzare”.

Fonte: rielaborazione APT da Primacomuni