Nuovo anno, nuovi programmi in onda sulla tv generalista: fra quelli più interessanti trasmessi in queste prime settimane del 2017 c’è «Il collegio», appuntamento settimanale del lunedì su Rai2. Il programma è l’adattamento nazionale del format britannico «That’ll teach’em» di Channel Four, e prevede quattro prime serate a gennaio (pensando magari a una possibile, futura riedizione). L’esordio, il 2 gennaio, è stato particolarmente positivo in termini di ascolti: 2.132.000 spettatori medi, per una share dell’8,3%.

La seconda puntata, la scorsa settimana, ha subito una lieve flessione, e ha chiuso con una media di 1.984.000 spettatori, per una share del 7,3%. Ma l’aspetto più interessante nell’analisi dei dati va oltre i puri numeri e riguarda la composizione della platea. Se guardiamo alla prima puntata, la share migliore è raccolta fra gli spettatori con età compresa fra 8 e 14 anni, segno della capacità del programma di intercettare l’attenzione del proprio pubblico naturalmente d’elezione: 11,7% di share. Più in generale le fasce giovani e giovani-adulte hanno risposto bene: 9,4% di share fra i venti-trentenni, 10,2% fra i trenta- quarantenni. La seconda puntata radicalizza questo aspetto: l’ascolto cala, ma l’attenzione degli adolescenti cresce al 18,7%, quasi raddoppiando in numeri assoluti. Il pubblico della scuola anni Sessanta è maggiormente femminile (8,9%) che maschile (7,6%), e omogeno per classi socio-economiche. Quello in corso è un periodo cruciale per i destini della tv generalista, e in particolare per le reti minori, che devono ritrovare una propria identità, rischiando di affogare nello scenario abbondante dell’offerta multicanale. Il servizio pubblico ha dato a Rai2 il compito di riavvicinare alla Rai gli spettatori più giovani: un compito non facile, e questo è senz’altro un buon punto di partenza.

Fonte: Corriere della Sera