Erano 21 anni che a Berlino il cinema italiano non riusciva a portare a casa il riconoscimento più importante, l’Orso d’Oro.

Il digiuno è finito: il massimo premio della Filfest berlinese di quest’anno è andato al film “Cesare deve morire” diretto dai fratelli Taviani e prodotto da Grazia Volpi, associata APT.
Ambientato nella prigione romana di Rebibbia, e interpretato da veri detenuti, il film narra la storia di un gruppo di reclusi che si prepara a interpretare sul palcoscenico la celebre tragedia di Shakespeare “Julius Caesar”. Dai provini, all’incontro con il testo, alla messa in scena, la pellicola, mostra tutte le tappe di avvicinamento dei detenuti alla poesia del bardo inglese, con tutte le difficoltà dovute alla pecularietà della situazione.
Sonoramente applaudito alla prima, il film ha poi convinto, sembra unanimamente, la giuria del festival, diretta dal regista inglese Mike Leigh.

Sul palco delle premiazioni sono saliti i registi e la produttrice, fra gli applausi della platea. I ringraziamenti sono andati a tutti i detenuti/attori, elencati uno per uno e a chi ha creduto nel progetto finanziandolo e supportandolo (Nanni Moretti sarà il distributore italiano).
Esulta il cinema italiano e anche la RAI, che ha coprodotto l’opera: “Ricevere un riconoscimento così prestigioso al Festival del Cinema di Berlino, è per la Rai e per il cinema italiano, motivo di grande soddisfazione ed orgoglio”, ha commentato il direttore generale della Rai, Lorenza Lei.
“E’ il più bel riconoscimento che potesse arrivare alla Rai attraverso RaiCinema. E’ un’opera unica e meravigliosa per la capacità di suscitare emozioni sul difficile tema delle carceri”, sono state le parole del Presidente Rai Paolo Garimberti.

 

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