La sfida è quella di diventare un appuntamento strategico nell’agenda di chi prende le decisioni importanti nel mercato internazionale del cinema, della televisione e del documentario. Il Mia, Mercato Internazionale dell’Audiovisivo, in programma a Roma dal 20 al 24 ottobre, in concomitanza con la Festa del cinema, è il primo progetto serio dopo la chiusura nel 2004 del Mifed di Milano: lanciato da Anica e Apt, le associazioni di categoria per il cinema e la televisione, punta a riportare i riflettori europei sull’Italia e sulla Capitale. Alla sua seconda edizione, il Mia avrà location da fare invidia ai maggiori competitor internazionali – Terme di Diocleziano, Planetario, Palazzo Massimo, hotel Boscolo Exedra e cinema The Space Moderno – anche se, come dice la direttrice Lucia Milazzotto «il nostro mercato non vuole competere con i grandi, ma si propone come un “contenitore convergente”, che riunisce cioè tutti i segmenti del settore pur rispettandone le specificità, insomma uno strumento flessibile ed efficiente capace di far incontrare domanda e offerta».

L’obiettivo è favorire le coproduzioni e le esportazioni del prodotto italiano, per «costruire le relazioni che durano nel tempo e creare i presupposti affinché l’Italia torni ad essere competitiva sul mercato internazionale », spiega Milazzotto. Tra i sostenitori del Mia c’è il ministero dello Sviluppo che attraverso l’Ice contribuisce con 1,4 milioni, mentre la Fondazione cinema per Roma partecipa con circa 550mila euro. Quanto alle produzioni stesse, un contributo importante arriverà dalla Regione Lazio, attraverso il bando Lazio Cinema International che sarà annunciato il 21 ottobre da Nicola Zingaretti. La somma a disposizione è di 10 milioni: finanzierà i progetti coprodotti con partner stranieri e girati nel Lazio. «L’anno scorso abbiamo finanziato18 film su 50 richieste arrivate, tra cui grandi produzioni come la serie tv Medici, Masters of Florence, ma anche opere prime e seconde», spiega Luciano Slovena, presidente di Roma Lazio Film Commission. Se in televisione gli investimenti in progetti esportabili sono ancora pochi, nel cinema si nota qualche cambiamento: secondo i dati Anica, il valore delle coproduzioni è passato dai 53,1 milioni del 2014 ai 63,6 del 2015, mentre a fronte di una diminuzione del numero di film prodotti (da 201 a 185), è aumentato il valore del costo della produzione (da 319,5 a 338,8 milioni). «Il segnale è positivo: vuol dire che si guarda maggiormente alla qualità dei film, requisito fondamentale per avere successo in Italia e all’estero», commenta Francesca Cima, presidente dei produttori italiani e produttrice con Indigo de La grande bellezza.

Che qualcosa sta cambiando lo aveva testi- moniato già il successo della prima edizione del Mia, con 1300 accreditati per 58 paesi rappresentati. Quest’anno gli organizzatori prevedono un incremento del 5-10%. Il Mia punterà sui progetti – 24 saranno dedicati al cinema, 10 alla serialità televisiva e 8 ai documentari – e per ogni settore ci saranno quattro linee di attività: Screening & Meetings per vendere e acquistare prodotti; Co-production Market & Pitching Forum per trovare coproduzioni; Matchmaking hub per sostenere le relazioni individuali tra i partecipanti; Talks, incontri riservati agli argomenti rilevanti dell’industria. Gioia Avvantaggiato, che rappresenta i documentaristi italiani nel board dedicato di Mia, conferma l’importanza dell’evento per il suo settore: «L’obiettivo è rafforzare la presenza dei nostri prodotti all’estero, ma anche farli conoscere in patria, dove abbiamo difficoltà a trovare un vero mercato ».

Fonte: La Repubblica