E’ di ieri un ampio articolo pubblicato sul quotidiano “Corriere della Sera” sulla miniserie prodotta dall’associata Red Film per la Rai che andrà in onda il prossimo autunno.

La miniserie intitolata “La montagna d’Italia” racconterà l’eroica impresa dei dodici alpinisti italiani che nel 1954 tentarono di scalare la montagna più pericolosa della terra: il K2.
È la storia di Achille Compagnoni (massimo Poggi), Lino Lacedelli (Michele Alhaique), Walter Bonatti (Marco Bocci), Mario Punchoz (Giuseppe Cederna) e di altri otto compagni che, nell’ Italia del dopoguerra, issano la nostra bandiera in cima alla seconda vetta più alta del mondo.
Un’ ardua impresa anche la realizzzazione della fiction, il cui set è a Innsbruck e sul ghiacciaio tirolese di Solden a 3.500 metri.
Dice il regista Robert Dornhelm: “Le condizioni metereologiche sono la nostra principale preoccupazione anche se, al contrario dei veri protagonisti, non corriamo il rischi.
Si Legge sul quotidiano: “Tutta la vicenda focalizza un momento di grande gloria per l’ Italia: «Gli americani erano giunti a un passo dalla meta, ma a causa della morte di uno di loro, dovettero tornare indietro», interviene uno degli sceneggiatori, Alessandro Pondi. Dornhelm, che è americano, conferma: “Quando ho detto al mio vicino di casa che avrei diretto questo film, si è subito ricordato e mi ha informato su tutti i dettagli e le dispute: la conquista del K2 ebbe ampia risonanza negli Stati Uniti”. Un’ impresa eroica, poi offuscata da una lunga disputa giudiziaria. “Dieci anni dopo la spedizione – continua Pondi – Compagnoni aprì la polemica, affermando pubblicamente che lui e Lacedelli erano arrivati in cima senza l’ aiuto delle bombole, portate da Bonatti, perché erano vuote. Una tesi insostenibile e infatti, dopo circa trent’ anni di querelle, la sentenza finale del Cai dette ragione a Bonatti. Rischiò la vita per portare ai compagni l’ ossigeno di cui avevano bisogno: è lui il vero eroe del K2.
La fiction sarà aderente alla versione convalidata dalla sentenza ma il produttore Mario Rossini, per completare l’operazione di ricostruzione di una vicenda a lungo discussa, ha prodotto anche un docufilm che andrà in onda sempre in autunno qualche giorno prima della fiction.

Fonte: rielaborazione APT da Corriere della Sera