Oggi il consiglio di amministrazione della Rai dovrebbe approvare il piano fiction 2013, a pochi giorni dall’invito rivolto ai produttori dal dg Luigi Gubitosi affinché tutti i prodotti per l’azienda siano girati in Italia. Tra le novità del piano, la serie Un’altra vita di Ivan Cotroneo (la storia di una donna che si ritrova sola con i suoi figli e decide di ricominciare da zero), la ricostruzione della vicenda dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, la trasposizione (realizzata da Sandro Petraglia) della serie spagnola Braccialetti rossi, un racconto corale della malattia dal punto di vista di bambini ricoverati in ospedale, la serie Caccia al re – La narcotici, sul tema della droga. Tra le conferme, La fuoriclasse (con Luciana Litizzetto nei panni di un’insegnante) e Un medico in famiglia (che vede il ritorno di Lino Banfi). Il piano Rai, che prevede per la prossima stagione il 20% in più di serate dedicate alla fiction, comporta un investimento di 180 milioni, a fronte dei 125 milioni del budget di Mediaset. Gli ascolti del 2012 hanno premiato le scelte editoriali, ma da più parti la fiction italiana è accusata di essere banale e rassicurante. “Il problema non si può analizzare riconducendolo solo al prodotto”, afferma a questo proposito Carlo degli Esposti, produttore del Montalbano televisivo e vice presidente dell’APT. “Il nodo è il mercato. Se esistono, i condizionamenti derivano dall’assenza di un mercato e di concorrenza. Dove c’è concorrenza si fanno scelte più coraggiose. Basti pensare a come la comparsa di Sky abbia dato una scossa”.

(fonte: la Repubblica)

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