Eurispes: calo degli ascolti per le tv generaliste, in flessione anche Tg e Talk Show
31 gennaio 2014

Eurispes: calo degli ascolti per le tv generaliste, in flessione anche Tg e Talk Show

Gli italiani passano sempre più tempo di fronte al piccolo schermo. Secondo il Rapporto Italia 2014 dell’Eurispes “Il tempo medio di esposizione alla Tv nel primo semestre 2013 è aumentato di 4 minuti, giungendo a 4 ore e 34 minuti, il che fa dell’Italia il paese più teledipendente dopo gli Stati Uniti (4 ore e 53 minuti)“. Ma in tempi di crisi anche la tv “sta cambiando: le sette reti nazionali generaliste (le tre della Rai, le tre di Mediaset e La7) per la prima volta sono scese intorno alla soglia del 60% del consumo totale di Tv, a vantaggio dei canali specializzati del digitale terrestre e del satellite“. Per l’Eurispes poi “confrontando i dati di audience dei Tg delle sette reti generaliste alla ripresa della stagione autunnale 2013 con quelli del 2012 si evidenzia una diminuzione complessiva che appare consolidata; nelle edizioni di primetime nel mese di novembre solo in casi eccezionali l’audience ha superato i 20 milioni di teleutenti“. Secondo il Rapporto “Quanto più l’informazione si allontana dai temi della politica nazionale e, conseguentemente, si avvicina alla vita reale dei cittadini, tanto più mantiene la sua credibilità: è il caso delle edizioni regionali della testata del Servizio Pubblico. La parziale disaffezione nei confronti dei format informativi più tradizionali si riflette, inoltre, nella fiducia che tendenzialmente viene riservata alle proposte più innovative quali le all news SkyTg24 e Rainews24, cui si è aggiunta recentemente (novembre 2011) la all news di Mediaset TgCom24“. Dato negativo, sempre per l’Eurispes, l’invasione dei talk show. Il 2013 ha visto crescere l’offerta dei talk show “che hanno registrato un ascolto medio di 1,2 milioni per talk, con una permanenza del teleutente piuttosto bassa. Lo share medio è in discesa per i talk più consolidati (unica eccezione Otto e mezzo), assai basso per quelli di nuova generazione. Alla pluralità dell’offerta non ha corrisposto una reale differenziazione delle tematiche affrontate“.

Fonte: ANSA