E’ stata presentata ieri la ricerca ‘Rai quale futuro?’ commissionata dall’Unione utenti pubblicitari ad AstraRicerche e realizzata con un  questionario proposto a 4.000 tra imprenditori, marketing manager, comunicatori, giornalisti e opinion leader.

“Sentiamo la responsabilità”, ha dichiarato il Presidente dell’UPA (Utenti Pubblicità Associati) Lorenzo Sassoli, presentando la ricerca, “di occuparci della Rai sia per il ruolo che svolge nel Paese sia perché gli investimenti pubblicitari rappresentano il 50% delle entrate della tivù pubblica. L’investimento vale un miliardo di euro. Dalla ricerca risulta come opinione diffusa che oggi la Rai è indifendibile per la lottizzazione che la contraddistingue, per arretratezza culturale. È un’azienda rassegnata perchè sembra non credere al cambiamento”.
Le carenze della RAi sono individuate a livello sopratutto manageriale e non a livello di competenze tecniche e professionali.
Tra le proposte per una possibile riforma: una rete senza pubblicità e finanziata solo dal canone per poter sviluppare programmi e contenuti di taglio culturale e sperimentale senza dover fare i conti con i dati di ascolto.
La privatizzazione è, invece,m mal vista perché in italia non ci sarebbe un soggetto abbastanza ricco e si dovrebbe ricorrere ad una cordata con risultati negativi per la gestione.
“La Rai deve restare pubblica, siamo contrari a qualsiasi privatizzazione tipo Alitalia”, ha dichiarato Sassoli. “Il servizio pubblico garantisce la democrazia. Sarebbe difficile pensare all’Italia senza la Rai, però è importante ipotizzare una governance che la allontani dalla politica e la protegga dalla lottizzazione”.

Fonte: rielaborazione APT da Primaonline.it

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