Confindustria Cultura Italia (CCI) la federazione di cui fanno parte la maggioranza delle associazioni culturali italiane (AESVI, AFI, AGIS, AIE, ANES, ANICA, APT, FEM, FIMI, PMI, UNIVIDEO) ha preso posizione attraverso il proprio sito in merito alle prossime misure che l’AGCOM si accinge ad adottare a tutela del diritto d’autore sulla rete.
Secondo CCI: “In Italia, per la prima volta, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato un dibattito pubblico sui possibili strumenti a tutela dei diritti degli autori nelle reti digitali, attraverso un processo positivo di partecipazione alle decisioni, che è guardato con attenzione sia oltreoceano che in Europa.  I passaggi sono stati numerosi, tutti pubblici e pubblicati. Ora l’Autorità è in procinto di approvare una bozza di provvedimento, sul quale continuare ad ascoltare le parti.
Non è vero che il quadro legislativo non è chiaro: l’Autorità amministrativa avente funzioni di vigilanza, cioè l’AGCOM, ha il potere di agire prontamente per porre fine alle violazioni sulla rete. Lo farà nel rispetto di tutti i diritti in gioco.
Oggi i giornali e il web sono pieni di posizioni strumentali e ideologiche, che vogliono forzosamente dare un colore politico a qualcosa che invece è uno dei fondamenti di una società che voglia essere veramente civile: il rispetto dei diritti. La magistratura non è toccata dall’iniziativa dell’Autorità: i due binari sono paralleli e convivono, ma con funzioni ed effetti diversi nella sfera giuridica del soggetto cui sono irrogati.
Confindustria Cultura Italia non potrebbe sostenere la compressione di libertà digitali e la censura. Qui lo snodo è: bloccare l’illegalità diffusa e aiutare il mercato legittimo. Inibire quindi quelle (poche) piattaforme web palesemente pirata. Non blog, forum, motori di ricerca, siti personali. Ma grandi siti pirata transnazionali grazie ai quali i titolari incassano ingenti somme tramite pubblicità, spesso su conti correnti off-shore.
L’obiettivo è comune, ribadito in tutte le sedi, nazionali, europee, globali. Apparentemente è condiviso, ma alcune posizioni pubbliche fanno davvero dubitare che si conosca l’economia della Rete, l’economia dei contenuti creativi, che si parli nell’interesse dell’Italia e della produzione culturale nazionale ed europea, per cui tutti a parole dicono di battersi. L’obiettivo è quello di creare una rete libera, forte e aiutare la costruzione di un sano e-Content Market. Non garantire l’illegalità perpetua.
L’intervento di AGCOM, che andrà in discussione in Consiglio e sarà sotto gli occhi di tutti i cittadini, allo stesso tempo utenti della Rete e creatori di contenuti, va nella direzione giusta per sostenere i mercati digitali e il patrimonio creativo, intellettuale, di competenze che dovrebbe essere l’orgoglio del nostro Paese.”

Fonte: www.confindustriaculturaitalia.it