La presa di posizione di alcuni europarlamentari e le mobilitazioni organizzate in tutta Europa dal popolo di internet  rischiano di far saltare la ratifica dell’ormai famoso ACTA, l’accordo multilaterale, firmato il 26 gennaio a Tokyo, che consentirà ai Paesi di cooperare per lottare efficacemente contro le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale (DPI).

La Commissione UE, per scongiurare il pericolo e far scemare una mobilitazione ritenuta immotivata, ha emesso un documento chiarificatore sull’accordo internazionale.

Nel documento pubblicato dall’esecutivo europeo si spiega chiaramente che “L’ACTA non sorveglia, né controlla le comunicazioni private su internet. Non provocherà la censura di siti web. Non riguarda il modo in cui i singoli cittadini utilizzano internet”.

“Non porterà a limitazioni dei diritti fondamentali (come il controllo dei computer portatili dei passeggeri aerei alle frontiere o la sorveglianza del traffico su internet). Il rispetto dei diritti fondamentali, come il rispetto della vita privata, la libertà d’espressione e la protezione dei dati, è espressamente menzionato come uno dei principi base dell’accordo.”

L’ACTA non modificherà la legislazione vigente dell’UE. Non creerà nuovi diritti di proprietà intellettuale, ma verterà su procedure e misure volte a far rispettare i diritti esistenti e ad agire contro le violazioni su grande scala, spesso compiute da organizzazioni criminali”.

E ancora: “L’ACTA non modificherà il corpus legislativo dell’UE nella misura in cui esso è già molto più sviluppato delle norme standard internazionali vigenti. L’ACTA fisserà unicamente le modalità che consentiranno alle imprese e agli individui di fare rispettare i loro diritti dinanzi ai tribunali, alle frontiere o via internet.

L’ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement) è stato firmato da 22 dei 27 Paesi Ue. Negoziato tra Ue, Stati Uniti, Giappone, Canada, Nuova Zelanda, Australia, Singapore, Corea del Sud, Marocco, Messico e Svizzera, il Trattato è dedicato alla protezione della proprietà intellettuale su beni, servizi e prodotti immateriali, dalle medicine fino al downloading illegale dalla rete.

Dopo la firma dell’ACTA da parte dell’UE e dei suoi Stati membri, il Parlamento europeo ne sarà ufficialmente informato e potrà avviare la sua procedura d’approvazione. Ciò dovrebbe
comprendere discussioni realizzate nell’ambito delle varie commissioni (commercio internazionale; libertà civile e giustizia e affari interni; affari giuridici) ed eventualmente un’audizione pubblica. È probabile che il voto “d’approvazione” abbia luogo verso la fine dell’estate 2012.

Fonte: rielaborazione APT da Key4biz