“Mio padre era socialista e mi faceva una testa così sui grandi nomi del pantheon del partito. Lui era uno di quei giovani che, nelle campagne pugliesi, andavano a parlare coi contadini per convincerli a votare Repubblica nel referendum del 1946. Questo film è anche un tributo che paga il debito che ho con le mie radici familiari. Giancarlo De Cataldo spiega così la genesi del bel documentario «Pertini – 11 combattente», tratto dal suo libro Il combattente – Come si diventa Pertini(Rizzoli, 2014), da lui interpretato e diretto a quattro mani con Graziano Diana. «Conduco lo spettatore in un viaggio nella vita del presidente più pop che la nostra Repubblica abbia mai avuto. Un uomo nato alla fine dell’Ottocento, la cui attività politica si è svolta nel Novecento e che ancora oggi, nel 2018, “risuona” nel mondo della politica, della cultura e della musica, tanto che i giovani lo sentono vicino». Il documentario arriva nelle sale il 15 marzo e dovrebbe girare anche nel mondo scolastico. Nel docufilm si ripercorrono i momenti più significativi della vita di Pertini attivista antifascista, detenuto, partigiano, politico integerrimo e infine presidente della Repubblica. Il film alterna filmati d’epoca e vignette del Pertini disegnato da Andrea Pazienza alla narrazione che De Cataldo fa a un gruppo di ragazzi in studio, tra cui suo figlio Gabriele. Tra le curiosità si ricordano l’esilarante monologo di Massimo Troisi dopo il discorso tv in cui Pertini si scagliava contro chi aveva lucrato sui fondi per i terremotati, e un giovane Maurizio Crozza che lo interpreta nel film «Ci sarà un giorno (II giovane Pertini)» di Franco Rossi. Tra i brani musicali a lui dedicati sono riproposti «Babbo Rock» degli Skiantos, «L’estate di John Wayne» eseguita al piano da Raphael Gualazzi, «Sotto la pioggia» con Venditti a spiegarne la genesi, «Pertini Dance» di S.C.O.RT.A., L’italiano» di Toto Cutugno, «Caro Presidente» di Daniele Shook, «Mio nonno era Pertini» di Marco Stella. Tra gli intervistati: Emma Bonino, Gherardo Colombo, Domenico De Masi, Gad Lerner, Paolo Mieli, Giorgio Napolitano, Angelo Pasquini, Eugenio Scalfari, Marcello Sorgi e Dino Zoff. II tutto delinea la grande umanità di un uomo che, chiosa De Cataldo «vanta una storia personale che dimostra la spinta inesauribile a battersi per un mondo più giusto».

Fonte: Il Mattino