Sembra non finire mai il lavoro relativo alla Legge Cinema 220/2016. Si riferiscono alle imprese di produzione cinematografica e audiovisiva i crediti d’imposta del decreto interministeriale siglato dagli ex ministri Franceschini (Mibact) e Padoan (Economia) e che hanno avuto a fine aprile il via libera dalla Corte dei Conti. Oggetto del decreto sono, in particolare, le agevolazioni spettanti a sviluppo di opere cinematografiche, audiovisive, televisive e web. Ad esse vengono riconosciuti contributi fiscali in misura non inferiore al 15% e non superiore al 30% del costo complessivo di produzione. Sono ammissibili al contributo le opere cinematografiche e le opere audiovisive destinate al pubblico per mezzo di un’emittente televisiva così come quelle destinate al pubblico per mezzo di un fornitore di servizi media audiovisivi su altri mezzi. II credito di imposta non può superare il 50% del costo dell’opera audiovisiva. Si passa al 60% nel caso di produzioni transfrontaliere, finanziate da più di uno Stato membro e a cui partecipano produttori di più di uno Stato membro. II limite è alzato al 100% per le opere dichiarate difficili. I crediti di imposta sono cedibili dal beneficiario a intermediari bancari (materiali dettagliati si trovano sul sito cinema.beniculturali.it).

OPERE CINEMATOGRAFICHE Ai produttori indipendenti spetta un credito di imposta in misura pari al 30% del costo eleggibile di produzione, fino all’ammontare massimo di 8 milioni di euro per impresa o per gruppo di imprese. Non concorrono al raggiungimento di detto limite annuale i crediti di imposta riconosciuti alla medesima impresa o gruppo di imprese, in relazione alla produzione di opere audiovisive. Se il produttore detiene una quota di diritti di proprietà sull’opera superiore al 50%, il 30% si applica su tutte le spese sostenute direttamente dallo stesso. Questo anche qualora le spese eccedano la quota di partecipazione alla produzione associata. Un beneficio del 15% del costo di produzione è riconosciuto ai produttori non indipendenti e alle imprese cinematografiche e audiovisive non europee, fino a un massimo di 3 milioni di euro. II credito di imposta è autorizzato nel limite massimo complessivo del 20% delle risorse annue stanziate a favore dei crediti di imposta per la produzione cinematografica.

OPERE AUDIOVISIVE Ai produttori indipendenti, per lo sviluppo di film e opere televisive e web, spetta un credito d’imposta del 30% delle spese. Annualmente, viene fissato un limite alla concessione di contributi pari a 300mila euro per ciascuna impresa o gruppo di imprese. Le imprese devono aver superato il test di eleggibilità culturale strutturato sulla base di tre requisiti a cui vengono associati dei valori. Tali valori concorrono alla definizione di un punteggio sulla base del quale si stabilisce l’eleggibilità culturale dell’opera. Sono ammissibili al contributo le opere la cui sceneggiatura sia stata commissionata, realizzata e depositata presso gli organi che hanno il compito della tutela del diritto d’autore. Le opere non devono avere una durata inferiore o uguale a 52 minuti.

OPERE TV E OPERE WEB Ai produttori indipendenti spetta un credito d’imposta per le spese di produzione di opere televisive e opere web, fino all’ammontare massimo annuo di 10 milioni di euro per impresa o per ciascun gruppo di imprese. Non concorrono al raggiungimento di detto limite annuale, i crediti di imposta fruiti dalla medesima impresa o dal medesimo gruppo di imprese in relazione alle opere cinematografiche. In caso di opera finanziata e di opera in coproduzione, il credito d’imposta maturato in relazione alla specifica opera televisiva non concorre al raggiungimento della quota minima in capo al produttore indipendente che identifica l’opera come prevalentemente finanziata o in coproduzione. L’aliquota varia dal 15% al 30% a seconda della tipologia di opera televisiva e del coinvolgimento del produttore indipendente.

DISTRIBUZIONE, ESERCIZIO, AZIENDE ESTERNE E STRANIERI Un secondo decreto reca disposizioni per le imprese di distribuzione, per il potenziamento dell’offerta e a favore delle sale cinematografiche; ma anche agevolazioni per l’attrazione in Italia di investimenti nel settore e per l’attrazione di investimenti da parte di imprese non appartenenti ad esso.

Imprese di distribuzione – II credito d’imposta per le imprese di distribuzione viene concesso in misura non inferiore al 15% e non superiore al 30% delle spese sostenute per la distribuzione nazionale e internazionale di opere di nazionalità italiana. II credito d’imposta non potrà superare i 2 milioni di euro per impresa o gruppo di imprese per anno e non potrà superare il 50% del costo complessivo di distribuzione dell’opera audiovisiva. L’agevolazione spetta a condizione che il costo di distribuzione del film non sia inferiore a 40mila euro nel caso di lungometraggi e a 20mila euro in caso di documentari e cortometraggi. Per la distribuzione internazionale spetta un credito non superiore a un milione di euro annuo nel caso di opere cinematografiche di nazionalità italiana, opere televisive od opere web di nazionalità italiana.

Imprese di esercizio – Alle imprese di esercizio è riconosciuto un credito di imposta pari al 25% del costo eleggibile per la realizzazione di nuove sale o per il ripristino di sale inattive, nonché per la ristrutturazione di sale esistenti volte a incrementare il numero di schermi. II credito di imposta è del 20% del costo eleggibile per la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale e tecnologico delle sale. Il Fondo per il cinema e l’audiovisivo ha fissato, per il 2018, uno stanziamento di 20 milioni di euro per tale credito. Per gli interventi realizzati da piccole e medie imprese di esercizio, l’aliquota è innalzata al 30%; sale al 40% se gli interventi riguardano sale storiche o se sono realizzati da micro imprese. Stesso tipo di beneficio può essere richiesto dalla stessa tipologia di imprese per interventi su sale in comuni con popolazione inferiore a 15mila abitanti o in comuni sprovvisti di sale; oppure se riguardano interventi su cinema di due schermi in comuni inferiori ai 15mila abitanti.

Offerta cinematografica – Viene riconosciuto un credito d’imposta agli esercenti cinematografici al fine di potenziare l’offerta cinematografica e la presenza in sala di opere audiovisive di nazionalità italiana o di altro Paese dell’Unione europea. Il Fondo per il cinema e l’audiovisivo ha fissato per il 2018 un finanziamento per tale credito d’imposta pari a 26 milioni di euro. II beneficio è riconosciuto fino a un massimo del 20% degli introiti. Il limite massimo per impresa o gruppo di imprese è di 4 milioni di euro l’anno. Un esercente di multisala da 8 schermi in su che dedichi oltre il 30% degli spettacoli giornalieri o un singolo film, non potrà usufruire del credito di imposta.

Investimenti stranieri – Alle imprese di produzione esecutiva e di post produzione viene riconosciuto un credito di imposta della spesa sostenuta per la realizzazione – sul territorio nazionale – di opere audiovisive o parti di esse non aventi requisito di nazionalità italiana. Tale credito sarà in misura pari al 30% del costo eleggibile di produzione della singola opera ed entro il limite massimo per ciascuna impreso, o gruppo di imprese, di 20 milioni di euro. Le spese di produzione effettuate sul territorio italiano, non devono superare il 75% del costo complessivo dell’opera. Il Fondo per il cinema e l’audiovisivo 2018 ha finanziato il credito d’imposta per 25 milioni di euro.

Aziende esterne al settore – Viene riconosciuto un finanziamento di 10 milioni di euro per il credito d’imposta a favore delle imprese non appartenenti al settore cinematografico e audiovisivo. Alle imprese esterne è riconosciuto un credito di imposta nella misura del 30% degli apporti in denaro versati a titolo di investimento per la produzione di film italiani fino all’importo massimo di un milione di euro per impresa e di 2 milioni di euro per gruppo di imprese. Tale aliquota scenderà al 20% dall’1 gennaio 2020. L’aliquota è elevata al 40% nel caso di apporti in denaro versati per opere che abbiano ricevuto contributi selettivi.

Fonte: Box Office