Laura Casarotto, 47 anni, laureata in lettere moderne, sposata, due figli, dirige Italia 1, la rete «giovanilista» di Mediaset da un anno e mezzo. Da qualche giorno lei non è più l’unica donna direttore di rete della tv generalista italiana. «Mi fa piacere che si ricordi questo primato, però penso anche che tante donne presenti negli organigrammi delle tv abbiamo i numeri per occupare posizioni importanti e che questo accadrà sempre di più». Cosa pensa delle nuove colleghe Ilaria Dallatana (Raidue) e Daria Bignardi (Raitre)? «Ilaria la conosco bene, e la stimo. Negli anni in cui ha guidato la società di produzione Magnolia insieme a Giorgio Gori ci siamo spesso confrontate. Daria Bignardi non la conosco, posso solo giudicarne il lavoro come talent tv. In ogni caso auguro a tutte e due buona fortuna: ne avranno bisogno anche loro, perché questo è un lavoro durissimo». Lei passò dal marketing alla dirigenza. Un passaggio insolito. «Devo dire grazie a Maurizio Costanzo, con il quale lavorai a stretto contatto una decina d’anni fa. E a Pier Silvio Berlusconi. Posso dire di aver cambiato completamente vita». Quali sono i suoi obiettivi ora? «Sto facendo di tutto perché la mia tv sia insieme leggera e intelligente, un luogo dove tutto è collegato e dai cartoni della mattina alle Iene il racconto non si spezzi mai. Finora credo di esserci riuscita, anche grazie alla mia squadra, ragazzi giovani e bravissimi». In primavera lancerà molti programmi nuovi e rilancerà personaggi che da tempo non si vedevano in tv. «Sì, torna Paola Barale, che condurrà Flight 616, abbiamo pensato che sarebbe stato giusto puntare su di lei. A Top DJ ci saranno Syria, che non è solo una cantante ma anche un’ottima dj, Gue Pequeno dei Club Dogo e il leggendario David Morales, novità molto credibili. Al duo Pio & Amedeo (già visti a Le Iene) affideremo la conduzione di Emigratis. Una delle scelte che faremo sarà dare sempre più spazio alla musica. Ritorneranno il Concertone di Radio Italia in Piazza Duomo e gli istant-movie come abbiamo fatto con i Kolors e Fedez». Avete anticipato il palinsesto primaverile con «Maggioranza Assoluta» e non è stato proprio un successo. «È stato un esperimento in due puntate, era giusto farlo. Pierluigi Pardo è una risorsa per noi, lo vogliamo far uscire dal recinto di Tiki Taka e dall’ambito sportivo». Che cosa vorrebbe su Italia 1 che ancora non ha? «Un sogno l’ho già realizzato assicurandomi la serie Blindspot, la serie tv più vista del 2015 in Usa. Lo definisco un mix fra Bourne Identity e Nikita: andrà in prima serata e sono sicura che farà il botto. Ma il vero sogno nel cassetto è la fiction. Un punto di discontinuità nel palinsesto. Una nostra versione dell’Ispettore Coliandro o di Braccialetti rossi. Credo che i tempi siano maturi perché ciò avvenga».