Canone frequenze: una precisazione dall’Agcom
4 aprile 2014

Canone frequenze: una precisazione dall’Agcom

Agcom precisa alcune delle informazioni pubblicate da “la Repubblica” (vedi news del 3 aprile 2014) in merito al canone delle frequenze televisive, definendo la ricostruzione del quotidiano «parziale e approssimativa». Nell’artico si ipotizzava una riduzione del contributo di Rai e Mediaset e un introito inferiore per l’Erario rispetto agli anni precedenti (-40mln di euro). Secondo l’Authority guidata da Angelo Marcello Cardani, le soluzioni attualmente allo studio «conducono tutte, a regime, ad un incremento di introiti per lo Stato». La normativa di riferimento è il decreto-legge n. 16 del 2012 (c.d. “Semplifica Italia”), convertito dalla legge n. 44/2012 e il Codice delle comunicazioni elettroniche, così come le direttive europee. «L’Autorità ha pertanto l’obbligo di adeguarsi a un nuovo regime normativo, caratterizzato dal venir meno delle concessioni analogiche, nel quale i contributi sono posti a carico dei soli operatori di rete». L’Authority «respinge i giudizi espressi prima di conoscere i contenuti delle sue decisioni – peraltro sottoposte a consultazione pubblica – e le critiche preconcette, che rischiano tra l’altro di incidere su mercati nei quali operano società quotate in borsa».

Fonte: e-duesse