Canone frequenze, 2014: l’Erario incasserà 40mln di euro in meno
3 aprile 2014

Canone frequenze, 2014: l’Erario incasserà 40mln di euro in meno

Agcom tornerà a discutere del canone delle frequenze televisive (il contributo versato ogni anno dagli editori tv allo Stato) il 24 aprile. Il garante, infatti, farà applicare le regole contenute nella legge 44 del 2012, ma che – secondo i primi rilievi, anticipati da “la Repubblica” – comporterebbero nel 2014 un incasso inferiore di almeno 40mln di euro rispetto a quanto recuperato dall’Erario nel 2011 e nel 2012. Fino a oggi, gli editori nazionali hanno pagato l’1% del fatturato (come stabilito dalla Finanziaria del 2000), mentre le tv locali versano un fisso di 17.776 euro. Il canone grava soprattutto sulle emittenti con maggiori ricavi, con Rai e Mediaset a coprire il 96% del gettito totale nel 2011 e nel 2012, per circa 48/49mln di euro. In base alle nuove regole, il canone ricadrebbe sugli operatori di rete, cioè le società titolari di frequenze e del relativo diritto d’uso, che verseranno il canone sulla base di quantità e qualità delle stesse. In questo modo, Rai e Mediaset otterrebbero uno sconto superiore ai 10mln di euro a testa ogni anno, il contributo degli editori minori sarebbe maggiore così come quello delle tv locali, il cui canone verrebbe commisurato alle frequenze in dotazione. Inoltre, sarebbe opportuno aggiornare il canone ogni anno a partire dal 2016, quando aumenterà il valore delle frequenze in banda 700 con l’abilitazione a internet mobile. Con il via libera alla bozza in estate, dopo una consultazione pubblica, il sistema dovrebbe andare a regime in cinque anni, con un incasso però inferiore per il 2014: a questo proposito, Agcom intende consultare la Ragioneria Generale dello Stato.

Fonte: Prima Comunicazione