Fedele Confalonieri, nel corso di una audizione presso la commissione Bilancio della Camera. Confalonieri ha spiegato che Mediaset ha un “modello di business fondato sulla salute del paese. Ad esempio il mercato pubblicitario del 2011 è stato simile a quello del 2002. E un mercato che non cresce impone alle aziende scelte più di carattere recessivo che orientate allo sviluppo. Se non ci sono prospettive tagliare un miliardo di investimenti e due miliardi di costi diventa indispensabile”.

Ha poi continuato “una azienda come Mediaset che ha avuto una forte contrazione dei ricavi con una conseguente contrazione dei profitti ha deciso di non tagliare l’occupazione. Ma se non si pongono le basi per una ripresa del mercato pubblicitario sarà inevitabile farlo. Mediaset non ha nessuna intenzione di ridurre il personale e diminuire gli investimenti ma se calano fatturato e profitti diventa un dato di fatto”. “Siamo una società quotata non siamo una no profit. E ovvio che facciamo di tutto perchè ciò non accada”.

Confalonieri ha richiesto al Governo  “prospettive di sviluppo”. “Crediamo – ha detto – che ci si debba focalizzare maggiormente su interventi che portino a liberare risorse da dedicare all’occupazione giovanile, al miglioramento delle infrastrutture e allo sviluppo della produttività”. “Anziché dedicare risorse mediatiche – ha aggiunto – e politiche in battaglie sull’articolo 18, bisognerebbe in concreto agire per ottenere obiettivi di breve termine quali l’aumento della produttività del lavoro e il miglioramento delle condizioni ambientali per facilitare l’insediamento in Italia di nuove attività portatrici di impiego”.

Fonte: rielaborazione APT da Tmnews