Sarà Comscore a sviluppare le componenti tecnologiche e tutti i servizi necessari per arrivare alla misurazione delle audience della televisione “oltre la televisione”. Auditel completa così, con l’assegnazione di questa “commessa” fino al 2020, anche quello che era l’ultimo passaggio prima dell’avvio dell’operazione che porterà alla misurazione di audience su tutti device, non solo sulla tv tradizionale. Il Consiglio d’amministrazione della società presieduto da Andrea Imperiali – in cui siedono 9 consiglieri Upa (con l’associazione delle aziende investitrici in pubblicità che esprime anche il presidente), 6 consiglieri Rai, 4 Mediaset, due Sky e uno ciascuno per Discovery, La7 e Confindustria Radio Tv – ha dato l’ok definitivo a un progetto sicuramente ambizioso e non più differibile data la diffusione di second screen e on demand. Inghilterra, Francia, Germania e Spagna si sono già mosse. Arrivando a seguire, l’idea che circola in casa Auditel è che si giunga a un modello di misurazione migliore. Un esempio: in Uk la misurazione degli ascolti su smartphone e tablet si mantiene comunque distinta da quella degli ascolti televisivi perché si rischierebbe di contare due volte lo stesso dato. Cosa che non è prevista avvenire invece in Italia dove la prima ricaduta tangibile si avrà, secondo il timing stabilito, entro il 2018 con la pubblicazione dei dati di “ascolto” di contenuti, ma anche delle pubblicità sui device digitali. Quest’ultima è una novità come nuovo è anche il fatto che si tratterà di un dato censuario. Questo perché il meccanismo tecnico prevede che i broadcaster accompagnino al segnale – che si tratti di tv o siti web o piattaforme on demand – un tag che sarà letto poi dai device . Volendo quindi semplificare al massimo gli aspetti tecnici, ad Auditel arriveranno informazioni “certe”, a valle di dati censuari e non di rilevazioni statistiche a campione. Chiaro che un modello del genere pone a monte questioni nuove, dalla privacy al fatto di avere un inedito modello di misurazione di una cosa estremamente sensibile come gli ascolti tv. Proprio per questo, però, modello di rilevazione e piano di implementazione sono stati oggetto di un processo di condivisione assai approfondito con Agcom. Per declinare le informazioni – in arrivo da smart tv, Pc, smartphone e tablet – in dati per età o genere, sarà poi necessario incrociare le informazioni con il “superpanel”: nuovo campione da poco diventato operativo e che ha unito 10.400 nuove famiglie alle 5.700 del campione cambiato nell’ultimo anno (dopo il problema dell’email che ha svelato il campione a ottobre 2015, portando anche a uno stop dell’attività di Auditel e impattando sul cambio di presidente). Qui a gestire la partita, sempre fino al 2020, sarà Nielsen.

Fonte: Sole 24 Ore