Il ciclo culto ritorna ma si trasforma in serie tv. Con tanti saluti a Mel Gibson.

A volte ritornano. Specie (anzi quasi sempre) quando c’è in ballo un grosso business, un vorace Moloch che occorre ipernutrire quotidianamente. Il Moloch della situazione è l’industria del telefilm attualmente molto più redditizia del cinema. Sono le series (in America e altrove) ad aggiudicarsi (cinque giorni alla settimana su sette) il prime time . E sono le series a giostrare i maggiori introiti pubblicitari (la lunga tenitura de Il Trono di Spade ha messo in moto un carrozzone gigantesco). La Fox Video che negli ultimi anni ha pompato il doppio, il triplo della consorella cinematografica,per la stagione imminente aveva un urgente bisogno di rimpinzare il Moloch e ha adottato la politica del rilancio dei titoli famosi. Tra poche settimane va in onda in Usa Arma Letale , ovvero la versione televisiva del campionissimo d’incassi degli anni ’80 e ’90 al cinema (l’ultimo episodio era andato sul grande schermo nel 1998).Per ottobre novembre è previsto un nuovo ciclo di 24 la serie thriller con Kiefer Sutherland. A Natale ci sarà il gran ritorno di Prison Break il ciclo culto di sei anni fa, la cui brusca interruzione (quando ancora gli ascolti erano altissimi) destò un notevole malumore tra gli appassionati. Arma Letale . Terminò (come abbiamo detto) nel 1998. Era iniziata dieci anni prima e aveva fatto decollare la carriera di Mel Gibson nel ruolo di Riggs poliziotto di Los Angeles con smanie suicide (e perciò castigamatti dei gangsters, perché privo di spirito di conservazione affronta chiunque e in qualunque circostanza). La serie andò avanti per altri tre capitoli, sempre più deboli, perché nel frattempo Riggs metteva la testa a posto, si trovava una nuova fidanzata e diventava un affabile zio per i figli del nero Murtaugh il suo riluttante compagno di ronda. Comunque in versione televisiva Riggs tornerà mattocchio e disseminerà di cadaveri ogni episodio della serie (per ora ne sono stati girati otto). Ovviamente il cast è mutato rispetto a quello cinematografico. I vecchi protagonisti non hanno più l’età. Danny Glover (Murtaugh) è ormai un bolso signore settantenne. E Gibson (come tutti han potuto constatare recentemente ne I Mercenari ) ha perso la grinta e la simpatia dei tempi belli. Come attore (se non come regista) è ormai stato archiviato da Hollywood. Il nuovo Riggs è il trentottenne Clayne Crawford, un fusto biondorosso che sta macinando film e telefilm da una decina d’anni (in parti di buono come in NCS New Orleans o di cattivo in 24 ) e che fremeva in sala d’aspetto in attesa di una serie tutta sua. Più noto (almeno più identificabile) il nuovo Murtaugh. Che ha il muso nero di Damon Wayans,famoso in Usa come e ntertainer tv e in cinema per vari episodi della parodia horror Scream . Prison Break . Durò quattro stagioni e poi morì. D’improvviso. Non la piansero solo i fan, ma anche critici superciliosi («Una pietra miliare nella storia della tv», secondo un’entusiasta recensione). Prison Break , per i deboli di memoria, è la storia di uno sventurato condannato a morte da una cospirazione politica. La sua fine sarebbe sicura e imminente, se il fratello (un cervellone) non architettasse un audacissimo piano di fuga (prima mossa, farsi mettere nel carcere di massima del germano. Durissimi, astutissimi, i fratelli sono anche sfigati mica male. Dal carcere americano rimbalzano in un prigione messicana dove si rischia una coltellata al giorno. Nel nuovo ciclo li ritroveremo intrappolati nello Yemen (ottima occasione per mettere in campo i cattivi per eccellenza del momento, i tagliagole dell’Isis). A differenza di Arma Letale , costretta a rinnovare l’intero cast, tutti i vecchi di Prison Break sono stati riconfermati nel nuovo ciclo. Dominic Purcell e Wentworth (i fratelli), Sarah Jane Callis (una dottoressa innamorata del più giovane) e nel personaggio più interessante William Fitchner, l’agente dell’Fbi che a furia di cacciare i due rimane intrappolato nel nuovo penitenziario.

Fonte: Libero