Sì ai negoziati di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti, con la produzione culturale che resta fuori dalle trattative. I 27 ministri del Commercio europei riuniti a Lussemburgo hanno raggiunto un compromesso dopo dodici ore. Esclusa l’industria culturale, a partire dai prodotti audiovisivi come chiesto dalla Francia che aveva minacciato il veto.
“Siamo felici, ma non vogliamo parlare di vittoria” – è il commento del ministro del Commercio estero francese Nicole Bricq, che non risparmia una nota polemica. “Rispetto la solidarietà europea, mi rammarico che, a volte, ho avuto come l’impressione che alcune parti abbiamo negoziato direttamente con gli Stati Uniti.”
Ora che c‘è il mandato, la Commissione vuole far partire subito le trattative con gli Stati Uniti. 119 miliardi di euro: questi i vantaggi che porterebbe un accordo di libero scambio per la sola Unione Europea.
Soddisfazione anche da parte dell’eurodeputata Silvia Costa, membro a Bruxelles della Commissione Cultura, che dichiara: “Riaffermare con forza l’eccezione culturale nei negoziati bilaterali, in particolare nei confronti di chi detiene l’industria più forte del mondo, è una vittoria dei creativi e degli operatori culturali e, soprattutto, è una vittoria che appartiene a tutti coloro che si sono battuti per questo esito, come la delegazione del Partito democratico a Bruxelles. Avremmo preferito che non risultasse una battaglia di un solo Paese, perché molti anche nel governo italiano si sono mostrati sensibili e attenti all’impatto che avrebbe avuto una decisione diversa. Ma è comunque importante che alla fine sia diventata una decisione europea”.

Fonte: Euronews